Si propone un vocabolario del Rinascimento italiano ed europeo del Quattrocento con i termini maggiormente usati nel campo della pittura, architettura e scultura.
Architettura
Modulo: unità di misura adottata nelle architetture rinascimentali per conferire armonia e proporzionalità alla struttura. Per Brunelleschi, un modulo corrisponde a dieci braccia fiorentine (ossia 6 metri). Nello Spedale degli Innocenti il modulo è ripetuto nella sua interezza e nei suoi multipli e sottomultipli.
Prospettiva scientifica: rappresentazione di un oggetto tridimensionale su una superficie bidimensionale. La prospettiva scientifica è stata inventata da Brunelleschi.
Dado brunelleschiano: elemento architettonico posto tra il capitello e l’attaccatura dell’arco che serve a slanciare la struttura. Brunelleschi introduce tale elemento nel porticato dello Spedale degli Innocenti a Firenze nel 1419.

Pittura
Armonia cromatica: combinazione di più colori senza che uno prevalga sugli altri tale da creare una percezione visiva di equilibrio.
Chiaroscuro: variazioni di chiari e di scuri per riprodurre l’effetto risultante la diversa posizione delle varie parti di un corpo rispetto alla sorgente luminosa. Il chiaroscuro risalta le particolarità della forma e accentua il rilievo.
Per citazione dell’antico si intende la ripresa di elementi architettonici, pittorici e scultorei di epoca greca e romana con particolare riferimento all’età classica.

Per colore cangiante si intende quella caratteristica di linee o tocchi di colore intermedi, usati per risolvere il contatto diretto tra parti in ombra e parti in luce, o per permettere di passare da un tono di colore ad un altro molto diverso senza ricorrere al tradizionale chiaroscuro. Nel Tondo Doni (1504-07) di Michelangelo, ad esempio, le ombre del manto che copre le gambe della Vergine sono dipinte mescolando il pigmento azzurro puro con il blu. Le cromie di base, insomma, non sono mescolate con il nero, ma con le loro varianti più intense.
Moti dell’animo: resa pittorica dei sentimenti e delle emozioni dei personaggi attraverso i gesti e le espressioni facciali. Nell’Ultima cena (1494-98) di Leonardo, esemplari sono le reazioni degli apostoli all’annuncio di Gesù dell’imminente tradimento di uno tra loro.



Pala d’altare: opera pittorica di dimensione variabile posta dietro l’altare di una chiesa avente un soggetto religioso. Nel Rinascimento, si afferma la pala d’altare unificata cioè composta da un solo pannello come, ad esempio, la pala Brera (1482) di Piero della Francesca. Precedentemente, la pala d’altare era composta da più scomparti suddivisi in tre piani: cimasa, pannelli mediani e predella. La cimasa è la parte superiore in cui è generalmente raffigurata la crocifissione. Nei pannelli mediani, al centro, è posta la Madonna con il bambino, che conversa con i santi posti ai suoi lati. Nella predella, ci sono scene narrative a carattere sacro.
Panneggio: modo di disporre e rappresentare le masse e le pieghe delle vesti in dipinti e sculture.
Pittura di luce: alcuni pittori costruiscono l’immagine con la luce utilizzando toni chiari sia per definire soggetti (la loro carnagione e i panneggi) che per vivacizzare il dipinto. Ad esempio, nella pala d’altare di Brera, a Milano, di Piero della Francesca la luce proviene da destra e si riflette sull’armatura del committente Federico da Montefeltro. Diversamente, nella sua Pietà, Giovanni Bellini utilizza tonalità cromatiche più basse.
Prospettiva aerea: illusoria profondità di campo data dai contorni sfumati e da colori sempre meno nitidi. Ne La Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, il colore si schiarisce in profondità diventando più luminoso. Nella Gioconda, l’uso della prospettiva aerea serve per la resa dell’atmosfera, del pulviscolo e dell’aria circostante.
Purezza formale: geometrizzazione delle figure umane, utilizzata perlopiù da Piero della Francesca negli affreschi delle storie della vera Croce nella chiesa di San Francesco ad Arezzo (1452-66). La Regina di Saba e il Sogno di Costantino sono le scene più rappresentative di questa nota stilistica.
Sacra conversazione: dialogo tra la Madonna e i santi posti ai suoi lati all’interno di una pala d’altare. In generale, la Madonna è seduta sul trono e ha in braccio il Bambino. Tra essi, ci può essere una interazione con l’inserimento anche di oggetti che rimandano simbolicamente alla maternità e al sacrificio di Cristo.
Scorcio: rappresentazione prospettica dove generalmente la figura è posta su un piano obliquo rispetto allo sguardo dello spettatore. L’esempio più famoso di rappresentazione di un corpo scorciato è il Cristo nel Compianto (1475-78) di Mantegna.

Sfumato: tecnica pittorica utilizzata da Leonardo che consiste nella stesura di un chiaroscuro graduale per costruire le forme dei personaggi. Applicato intorno agli occhi e alle labbra di Monna Lisa (1503), Leonardo riesce a rendere indefinita ed enigmatica l’espressione della donna. L’utilizzo dello sfumato è evidente anche nella costruzione della veste e del velo sui quali si attenuano le linee di contorno.
Scultura
Decorazione a candelabra: decorazioni tipiche di epoca romana, sviluppate in verticale con elementi fantastici e fitomorfi. Donatello vede tali decorazioni nel suo viaggio a Roma tra il 1402-1404.
Stiacciato: tecnica scultorea consistente in un basso rilievo sottile di pochi centimetri, inventato da Donatello e applicato per la prima volta nella mensola sottostante la scultura di San Giorgio sulla facciata della chiesa di Orsanmichele.
Pingback: La luce e il buio in Caravaggio – Diario dell'arte
Pingback: Le sculture di ulivo di Axel Farner – Diario dell'arte
Pingback: Beato Angelico: la luce che parla all’anima – Diario dell'arte
Pingback: Il quadraturismo barocco in Puglia – Diario dell'arte