Capire Donatello

Donatello, il più grande scultore del primo Rinascimento. Le sue capacità sono racchiuse nel Banchetto di Erode per il fonte battesimale del battistero di Siena, del 1423-27.

Il fonte è fatto in marmo, bronzo e smalto. E’ formato da una vasca esagonale sui lati della quale sono fissati sei formelle di bronzo dorato. Esse raffigurano la vita di Giovanni Battista eseguite dai maggiori scultori del tempo, Giovanni di Turino, Lorenzo Ghiberti, Donatello e Jacopo della Quercia.

La tecnica esecutiva

Donatello struttura la formella con le figure del proscenio fuse a bassorilievo per marcare un più forte stacco rispetto ai piani arretrati eseguiti con la tecnica dello stiacciato.

Donatello Banchetto di Erode San Giovanni stiacciato Siena Scultura Rinascimento

Lo stiacciato è, appunto, una forma di rilievo bassissimo (anche di pochi millimetri) con effetti simili al disegno. Esso è tipico del repertorio dell’artista, introdotto già dieci anni prima (1417) nella predella del tabernacolo dell’Arte dei Corazzai per la chiesa di Orsanmichele a Firenze.

Donatello stiacciato Scultura Rinascimento San Giorgio
Donatello, San Giorgio che sconfigge il drago, predella del Tabernacolo dei Corrazzai, marmo

Non a caso, stiacciare è la forma popolare toscana per indicare il verbo schiacciare. L’obiettivo dello stiacciato? Risolvere in scultura la prospettiva reale del volume dei corpi così come è stato capace di fare, in pittura, Masaccio.

Una storia in prospettiva

Donatello Erode scultura rinascimento

In primo piano, a destra, la testa del Battista è presentata ad Erode inorridito. Nel frattempo, di fronte, Salomè danza avvolta nelle sue leggere vesti, accompagnata da una musica che proviene da alcuni suonatori colti di profilo, in secondo piano, al di là di una loggia.

La reazione di Erode investe gli invitati: è un espediente che Leonardo utilizzerà nella rappresentazione dell’Ultima Cena per caratterizzare la reazione dei dodici apostoli all’annuncio di Gesù del prossimo tradimento.

Sul fondo, la testa del Santo è mostrata ad Erodiade, madre di Salomè ed istigatrice del delitto. In tal modo, l’utilizzo della prospettiva centrale favorisce il racconto in una stessa scena di episodi che avvengono in momenti temporali differenti.

Nella diversità dei piani spaziali, quindi, sono rappresentati ambienti e tempi diversi. Lo ha fatto anche Masaccio nella cappella Brancacci per mettere in scena Il tributo della moneta nelle storie di San Pietro.

La scatola prospettica non è serrata ai lati da mura cosicché sembra espandersi in maniera indefinita a destra e a sinistra, oltre i limiti del riquadro. Questo effetto di amplificazione dello spazio è accentuato anche dalla presenza di alcuni personaggi che sono parzialmente coperti dai bordi del pannello.

Ispirazione classica e suo superamento

Donatello Siena battistero Rinascimento Scultura

La monumentale scenografia con gli archi a tutto sesto e il paramento murario a mattoni è ispirato all’antichità. Si pensi, ad esempio, agli acquedotti e all’introduzione dell’arco nei sistemi architettonici romani.

L’assunzione di forme antiche è dovuta ad una generale riscoperta e studio dell’arte classica da parte degli artisti del Rinascimento. Non a caso, Donatello, assieme a Brunelleschi, tra il 1402 e il 1404, è a Roma per studiare le sculture antiche, i resti delle antichità e i monumenti pubblici dell’età repubblicana e imperiale.

A tutto ciò, Donatello aggiunge uno spiccato interesse per la rappresentazione del corpo umano, non soltanto nei suoi aspetti formali (proporzione, simmetria ed armonia, proprie della statuaria antica) ma soprattutto per la resa della psicologia individuale e per la capacità di descrivere la ricchezza di atteggiamenti ed espressioni, come si evince da questa formella.

Nella sua carriera, infatti, si nota una evoluzione: dalle figure austere e severe come il San Giorgio (1417 ca) di Orsanmichele fino alla Deposizione di Cristo dell’altare della basilica di Sant’Antonio a Padova, la cui lamentazione funebre è visibile nei gesti disperati delle donne esaltati dalla compressione in altezza della superficie del pannello.

Donatello Cristo Deposizione Rinascimento Padova
Deposizione di Cristo nel sepolcro, 1446-49, basilica di Sant’Antonio, Padova

Donatello, dunque, non ammette semplificazioni: nell’arco della sua lunga carriera, si leggono fasi classiche e anticlassiche, umanistiche e antiumanistiche; collaborazioni con grandi scultori ed architetti del calibro di Ghiberti, Brunelleschi e Michelozzo. Ma anche appassionati viaggi di studio e lunghe attività lavorative nei cantieri di Firenze e a Padova, dove, per dieci anni (1443-54), stravolge il linguaggio artistico dell’intero territorio veneto.

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