Un Gesù scandaloso a Siviglia

A Siviglia, in Spagna, il manifesto della Settimana santa 2024 sta suscitando accese polemiche per la rappresentazione di un Gesù scandaloso, quasi totalmente nudo, con i muscoli in vista, a tratti androgino per le fattezze fisiche.

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Salustiano García, Manifesto per la Settimana santa di Siviglia, 2024

La città di Siviglia è famosa in tutto il mondo per le caratteristiche commemorazioni della Passione e Morte di Gesù che avvengono durante la Settimana santa, il periodo compreso tra la Domenica delle Palme e il successivo Sabato Santo, il giorno che precede la Pasqua cristiana.

Ogni anno, il Consiglio delle 57 confraternite, un’associazione che riunisce tutti questi sodalizi, commissiona ad un artista il manifesto ufficiale della Settimana santa. Quest’anno Salustiano García, un pittore spagnolo di fama internazionale, ha realizzato il manifesto che non è piaciuto alla parte più conservatrice dei fedeli e dell’opinione pubblica che lo considera blasfemo perché Gesù è effeminato, troppo svestito, distante dai valori cristiani e dallo spirito religioso della città.

Gesù al centro delle polemiche

Secondo Riccardo Canaletti della rivista online Mow, si tratta di un Gesù fluido, orribile, senza spessore teologico, di «una sensualità smaccata da commedia romantica del primo decennio, un’immagine estetizzata di un uomo che sembra essere uscito dall’estetista dopo essersi fatto fare ciglia, sopracciglia, barba e peli del naso».

In effetti, il pittore ha fatto sapere che il figlio Horacio Garcia è stato fonte d’ispirazione per l’immagine. «Avevo bisogno di un modello e avevo la soluzione a portata di mano: mio figlio Horacio è bellissimo, come gli angeli», ha spiegato l’artista.

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Il pittore Salustiano García con il figlio Horacio

Egli inoltre ha specificato che la sua opera è molto rispettosa della tradizione.

Essa, difatti, contiene molti riferimenti alla simbologia cattolica di Siviglia. Per esempio, il Cristo porta sulla testa il simbolo della Confraternita dell’Amore, una delle più antiche della città. Il perizoma bianco diviso in tre parti è simile a quello che ricopre il Cristo Chacorro, un crocifisso processionale in legno di cedro di epoca barocca appartenente alla Confraternita del Cucciolo.

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La statua barocca di Cristo Chacorro che sfila per la città durante i riti della Settimana santa

A me sembra che le contrapposizioni siano prevalentemente scaturite dal fatto che la comunità LGBTQ+ di Siviglia abbia inteso (non a torto) il manifesto come il simbolo di un modo più progressista e inclusivo di intendere la religione cattolica. Quindi, indipendentemente dall’opera, la questione è stata strumentalizzata a fini politici-sociali all’interno di un mondo social che si alimenta di divisioni e litigi.

Oltre lo scandalo, un’analisi dell’opera

E’ bene, dunque, riportare la discussione sul merito dell’opera che è stata scelta proprio da un’istituzione che preserva e tramanda la tradizione e che ha visto, probabilmente, nell’immagine di un Gesù risorto, giovane e bello un messaggio di speranza.

Inoltre, l’immagine di Gesù è in linea con la ricerca artistica di García che propone spesso ritratti con fondo uniforme (rosso o nero, alla fiamminga) in cui fonde rigore rinascimentale e perfezione matematica, a cavallo tra Piero della Francesca e Leonardo.

García, dopotutto, non ha fatto nulla di dissacrante: la nudità del Cristo e la sua rappresentazione nel corso dei secoli si è sempre adeguata alle mode e al clima socio-culturale e religioso del momento, al messaggio dell’opera, allo stile dell’autore e all’obiettivo del committente.

Alcuni esempi: i due crocifissi rinascimentali fiorentini di Brunelleschi e Donatello, i santi nudi e muscolosi di Michelangelo della volta della cappella Sistina e il Risorto di Tiziano del polittico Averoldi.

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