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Il Santuario di S. Lucia ad Erchie

Ad Erchie, un paese nell’entroterra del Salento, si festeggia Santa Lucia nel periodo successivo alla Pasqua. Una data insolita, poiché la martire siracusana si celebra il 13 dicembre.

Questa tradizione è legata al rito delle perdonanze, piccoli pellegrinaggi che si compiono in terra brindisina nelle settimane posteriori la Pasqua, fino alla data dell’Ascensione. Il secondo giovedì dopo Pasquetta, dunque, è usanza recarsi ad Erchie per chiedere una grazia.

Erchie e Santa Lucia, un antico legame

Il legame tra Santa Lucia ed Erchie risale al Medioevo. Secondo alcuni cronisti del tempo, durante la traslazione del corpo della donna da Siracusa a Costantinopoli, il generale Giorgio Maniace sosta in Puglia, nei pressi della foresta oritana venendo a contatto con una comunità di monaci basiliani. Ad essi, prima della ripartenza, dona una reliquia della santa (un osso).

D’altronde, il traffico delle reliquie (vere o presunte) si intensifica nel periodo delle Crociate nel bacino del Mediterraneo, da ovest ad est, e viceversa. Possedere il corpo di un santo decreta, sul piano spirituale, un rafforzamento del rapporto tra Dio e il fedele. Tuttavia, da un punto di vista economico, garantisce un significativo introito a chi lo possiede per il passaggio e la sosta di numerosi pellegrini. Sul piano architettonico, spesso, la basilica che ospita la reliquia si ingrandisce nell’area del presbiterio o nella cripta.

Santa Lucia Erchie Salento Puglia
Santuario di S. Lucia, cripta, Erchie (Br)

Col passare del tempo, ad Erchie, il culto cade in disuso finché, nel XVI secolo, un pastore, in aperta campagna, ritrova un quadretto raffigurante la santa nei pressi di una fonte naturale che, successivamente, è inglobata in una chiesa già attestata nel 1565.

L’acqua, sollievo per gli occhi

Ancora oggi, infatti, dalla chiesa ottocentesca si scende per 9 metri di profondità nel tempio originario. L’acqua abbonda nelle vasche e nelle fontane. I fedeli si bagnano gli occhi per rendere grazie del dono della vista o per richiedere una guarigione miracolosa. Alcuni donano anche degli occhiali non più in uso che sono destinati ai bisognosi.

In ricordo della giornata di perdonanza, si fa ritorno a casa con un’anforetta colorata di creta contenente l’acqua che potrebbe essere utile durante il resto dell’anno.

DEVOZIONI E TRADIZIONI NEL SALENTO. I pellegrinaggi primaverili nei santuari di campagna

L’iconografia di Santa Lucia

Benché sia ormai accertato che la santa non è mai stata accecata, il patrocinio universalmente riconosciuto è quello sulla vista e sulle malattie degli occhi. E’ probabile che tale tradizione sia nata per l’allusione alla luce insita nel suo nome (Lucia > lux) e per una serie di leggende popolari che riportano l’episodio dell’enucleazione dei suoi occhi per sottrarsi alle insane voglie del fidanzato e al matrimonio impostole dal padre.

L’iconografia più diffusa, dunque, raffigura Lucia come una giovane ragazza, vestita alla romana, con la palma del martirio e un piattino su cui sono collocati degli occhi.

Nel Salento, dopotutto, è facile imbattersi in sculture in legno o cartapesta, di varie dimensioni, che ripetono pose ed espressioni consolidate, di sicuro impatto emotivo.

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