Vocabolario dell’architettura medievale

Abside (e catino absidale)

Spazio semicircolare o poligonale che conclude una navata, coperto da un catino, ossia una struttura a forma di quarto di sfera. L’abside è il culmine del percorso sacro verso l’altare, il punto della massima concentrazione dell’attesa, il luogo della maggiore disponibilità alla suggestione visiva quando presenta decorazioni pittoriche.

A Roma, nelle chiese di fondazione altomedievale, la scelta del mosaico come tecnica decorativa dell’abside è dovuta all’esigenza di ricevere e rinfrangere la luce esterna, di utilizzare un materiale prezioso (pasta vitrea d’oro) e di semplificare il segno per comunicare in maniera efficace il messaggio religioso. Un diffuso progetto figurale è la teofania, ovvero la raffigurazione della epifania e apparizione divina. Nella basilica di Santa Pudenziana, il mosaico absidiale (V sec.) ha Cristo in trono al centro del collegio apostolico disposto attorno ad un nobile portico dietro il quale c’è un panorama urbano attorno ad una croce gemmata contro un cielo animato di nuvole e di grandiosi simboli apocalittici. Oltre al tema della teofania, in generale, ricorrono diversi soggetti quali quelli mariani di Pietro Cavallini a Santa Maria in Trastevere (1296) e simbolici in San Clemente in cui la Chiesa è vista come la vigna del Signore (XII sec.).

Altare (e ciborio)

L’altare è la mensa sulla quale viene celebrato il sacrificio eucaristico e si trova nella zona presbiteriale. Può essere coperto da un ciborio, una grande edicola architettonica sorretta da quattro colonne reggenti una volta.

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Ciborio e altare, basilica di S. Ambrogio, Milano

Rinnovato all’epoca dell’arcivescovo Angilberto II (824-859), il ciborio della basilica milanese di Sant’Ambrogio forma un binomio tematico sulla teologia ambrosiana con l’altare di oro realizzato dal maestro Vuolvinio. In particolare, sul timpano rivolto verso la navata centrale, è raffigurato a stucco Cristo che dona le chiavi a San Pietro e il codice a San Paolo ( = traditio legis). L’altare, invece, a forma di cassa, presenta molteplici figurazioni a sbalzo tra cui Sant’Ambrogio che incorona Angilberto e il magister phaber Vuolvinio. Proprio la parte posteriore ha una finestrella da cui è visibile il sarcofago del Santo, posto nella cripta sottostante.

Arco rampante

Nelle chiese gotiche, arco ad andamento parabolico impiegato per raccordare un pilastro posto in basso con il muro della navata posto in alto.

Arco trionfale

Parete mediante la quale la navata centrale si innesta nel presbiterio o nel transetto, solitamente supporto di decorazioni dipinte o mosaicate.

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Arco trionfale mosaicato, basilica di San Paolo fuori le mura, Roma

Battistero

Edificio a pianta centrale poligonale o circolare entro cui è collocato il fonte battesimale per la celebrazione del relativo sacramento cattolico. Il battesimo, infatti, attraverso l’immersione del corpo di un fedele in una vasca d’acqua, simboleggia l’entrata nella comunità religiosa. Il corridoio circolare compreso tra la vasca battesimale e le mura perimetrali è chiamato ambulacro.

A Pisa, nella piazza dei Miracoli, il battistero rappresenta idealmente la nascita dell’uomo e si collega con il duomo (l’età adulta di un cristiano) e il camposanto (il momento della morte e il trapasso all’aldilà).

A Parma, il battistero progettato da Benedetto Antelami (1196-1260) assume un carattere gotico per lo slancio verticale delle strutture, esaltato dalla presenza di guglie sul tetto, e la ricca decorazione plastica delle lunette dei tre portali in cui le sculture si staccano gradualmente dalla parete assumendo un’autonomia artistica. Il battistero sorge sulla piazza principale, accanto al duomo, al campanile, al palazzo arcivescovile e ad alcune strutture comunali assumendo una funzione, oltre che religiosa, civile.

Infatti, l’edificio è usato come camera mortuaria, luogo di rappresentanza e per esporre il bottino di guerra. Le sue molteplici funzioni giustificano la presenza di ben tre portali d’accesso, fortemente strombati. A settentrione, il portale della Vergine (con la rappresentazione della Madonna in trono nella lunetta) è riservato all’accesso degli ecclesiastici nel sabato di Pasqua e nel giorno di Pentecoste per la celebrazione dei battesimi. Ad occidente, sotto il portale del Redentore, con il Giudizio universale, simbolo di speranza di resurrezione e di misericordia, viene composto la bara del defunto. Dal portale della Vita, infine, accedono i battezzandi.

Broletto

Nome attribuito in alcune regioni italiane al palazzo comunale medievale, realizzato su uno schema planimetrico rettangolare. Al piano terra, c’è un porticato che dialoga con la piazza antistante e, spesso, ospita attività commerciali. Al primo piano, invece, c’è una grande sala in cui si riuniscono le magistrature cittadine.

PER APPROFONDIRE. Spazi pubblici nel Medioevo in Italia: la piazza e il palazzo comunale

Campata

Spazio architettonico delimitato da quattro colonne (o pilastri), coperta da una volta a crociera. Nelle chiese romaniche, la campata scandisce lo spazio delle navate. Tra le campate della navata centrale e laterali, esiste un preciso rapporto matematico e proporzionale.

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Cristina Zuffranieri, campate, basilica di Sant’Ambrogio, Milano

Capitello istoriato

Elemento architettonico posto tra la colonna e la trabeazione (o l’arco). Nelle architetture sacre medievali, il capitello decorato all’antica lascia il posto al capitello istoriato, caratterizzato da immagini simboliche o da vere e proprie scene narrative, talvolta collegati tra di loro tematicamente.

Contrafforte

Ringrosso della muratura addossato alla parete, eseguito in corrispondenza di un arco o di una volta per controbilanciare le spinte inclinate indotte da questi sulle pareti. Nell’architettura gotica, la base di un contrafforte può adottare forme geometriche variabili e cornici mistilinee.

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Contrafforte con base rettangolare

Cripta

Ambiente sotteraneo di una chiesa, ricavato sotto l’abside e il presbiterio. Di solito, custodisce le reliquie di un martire ed è il nucleo originario dell’edificio religioso.

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Sabrina Loberto, Cripta del duomo di Modena

Deambulatorio

Spazio architettonico a forma circolare o poligonale, collocato nella zona presbiteriale e absidiale come prolungamento della navate laterali. Spesso, presenta delle cappelle radiali che alloggiano altari commissionati da privati. Nelle chiese gotiche, tappe delle principali vie di pellegrinaggio europeo, serve per accogliere e far defluire i numerosi fedeli a ridosso del presbiterio in cui, talvolta, sono conservate le spoglie di un santo.

Facciata

La parte esterna anteriore, frontale e principale di un edificio sacro, posto ad est, con la funzione di introdurre il fedele nell’ambiente interno. Si distingue una facciata a salienti, il cui profilo segue la diversa altezza delle navate; e a capanna, che presenta il tetto a due spioventi. Spesso, nelle parti più vicine al tetto, ci sono archetti pensili che danno ritmicità e decorazione alla parete muraria. Oltre ai portali di ingresso, la facciata può presentare il protiro, il rosone, finestre e contrafforti.

Finestra

Apertura nei muri esterni di un edificio che ha la funzione di illuminare gli ambienti interni. Si distinguono: una monofora, cioè una finestra sormontata da un arco con una sola apertura; una bifora e una trifora, una finestra il cui vano risulta diviso verticalmente in due (o tre) luci uguali mediante un piedritto centrale.

Guglia (o pinnacolo)

Elemento architettonico terminale a forma di cono o di piramide allungata posto al termine di torri, campanili o facciate.

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Guglie, duomo, Milano

Matroneo

Galleria riservata ad ospitare le donne, posta sopra le navate minori ed affacciante su quella centrale.

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Matroneo, basilica di Sant’Ambrogio, Milano. Per ogni campata, corrispondono due aperture con archi a tutto sesto poggianti su mezze colonne

Mesi

Rappresentazioni allegoriche (pittoriche o scultoree) che adornano gli edifici sacri medievali con la funzione di esaltare le attività lavorative dell’uomo nelle varie stagioni. A partire dal XII sec. a causa della ripresa economica e dell’iniziativa imprenditoriale dei ceti mercantili, cambia il giudizio della Chiesa sul lavoro. Se prima, esso è visto come una condanna inflitto da Dio all’uomo per la colpa del peccato originale, nella società comunale, invece, il valore assume un valore positivo, nobilitante e salvifico. L’immagine dei Mesi, quindi, indica le attività lavorative e il loro tempo, il cui valore è dato dall’appartenenza a Dio.

In Italia, il ciclo dei Mesi è presente, per la prima volta, sugli stipiti del portale della Pescheria del duomo di Modena (1115-30 ca) e, a seguire, negli architravi laterali del portale della chiesa di San Zeno a Verona (1138 ca) del maestro Nicolò, nelle formelle di Benedetto Antelami a Ferrara e Parma e nel ciclo musivo del grande pavimento della cattedrale di Otranto (1163) firmato dal prete Pantaleone.

Navata

Suddivisione longitudinale della chiesa in più parti. La navata centrale, normalmente, misura il doppio in larghezza rispetto alla navata laterale ed è delimitata da due file di elementi portanti (colonne o pilastri). Le navate laterali, al contrario, sono delimitate, da una parte, da un muro e, dall’altra parte, da file di elementi portanti. Solitamente, le navate sono in numero dispari: tre o cinque e possono presentare degli accessi indipendenti in facciata (portale centrale o maggiore; portali laterali). Le navate ospitano i fedeli che partecipano al rito religioso.

Presbiterio

Spazio riservato al clero posto alla fine della navata centrale e contenente l’altare maggiore.

In alcune chiese, il presbiterio è separato dalla navata centrale da una struttura divisoria architettonica e scultorea, una sorta di tramezzo chiamata iconostasi.

Nell’abbazia di Vezzolano, ad esempio, è composto da cinque arcate a sesto acuto sostenute da colonne con capitelli compositi con un fregio scolpito raffigurante le storie della Vergine e profeti. Nella basilica barese di San Nicola, l’iconostasi è formata da tre arcate a tutto sesto.

Nella chiesa dell’Assunta di Torcello, il tramezzo risente di influssi bizantini poiché sulla cornice, retta da colonne, si trovano una serie di tavole dipinte su fondo dorato a soggetto religioso. In basso, le transenne murarie sono finemente scolpite a bassorilievo con motivi vegetali simbolici.

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Interno della chiesa di Santa Maria Assunta, part. dell’iconostasi, 1008, Torcello

Protiro (e leone stiloforo)

Nelle chiese romaniche, piccolo atrio posto davanti al portale d’ingresso, munito di una copertura a volta, sorretta da due colonne che spesso poggiano su leoni stilofori (dal greco, “portatore di colonna o di stilo“). Il leone è una scultura a tutto tondo: posto all’ingresso, simboleggia la forza che sta a guardia dello spazio sacro a protezione del fedele. D’altronde, il leone è più volte citato nei testi sacri.

Pulpito (o pergamo)

Elemento architettonico posto a ridosso del presbiterio, sopraelevato da colonne e una trabeazione, di forma cilindrica o di parallelepipedo, destinata alla predicazione. I pulpiti italiani marmorei più famosi sono opera di Nicola Pisano e del figlio Giovanni e sono collocati all’interno del battistero di Pisa (1257-60), nel duomo di Siena (1265-69), nella chiesa di Sant’Andrea a Pistoia (1301) e nel duomo di Pisa (1301-10).

Quadriportico

Spazio architettonico formato da un cortile porticato su quattro lati antistante le basiliche paleocristiane e destinato a radunare i catecumeni, le persone non ancora battezzate. La parte del porticato addossata alla facciata è chiamata nartece.

Rosone

Finestra circolare munita di elementi decorativi disposti a raggiera. Si trova al centro della facciata principale di una chiesa, al di sopra del portale maggiore. Soprattutto nell’architettura religiosa gotica, sviluppatasi a partire dalla prima metà del XII sec. nell’Ile-de-France, il rosone è un mezzo per illuminare gli interni: Dio è luce e la creazione è un atto di illuminazione. La luce, quindi, è un principio ordinatore del cosmo, chiarore divino e il segno della vicinanza a Dio.

Portale (e strombatura)

Il portale romanico è l’ingresso monumentale di un edificio religioso ed è un’apertura rettangolare inquadrata da stipiti e architrave con rilievi e sormontata da una o più arcate cieche che, sopra l’architrave, forma il piano di una lunetta. La presenza di una decorazione sotolinea la divisione tra l’ambiente esterno naturale e sociale, in cui si confrontano le forze del Bene e del Male, e l’armonico spazio interno della chiesa, metafora del paradiso.

I temi più ricorrenti delle lunette sono il Giudizio universale e la Maiestas Domini (Cristo in trono dentro un mandorla)

In Francia, il portale assume caratteri più grandiosi e complessi poiché la soglia è suddivisa in due aperture rettangolari da una colonna scolpita detta trumeau.

La strombatura è un taglio a piani inclinati nelle murature a forte spessore per realizzare aperture (porte, finestre, feritoie) capaci di aumentare e dosare la luce verso l’interno.

Transetto

Spazio architettonico che interseca trasversalmente la navata principale determinando una pianta a forma di croce greca o latina. Nel primo caso, la lunghezza dei quattro bracci è uguale e il presbiterio si trova al centro, all’intersezione del braccio longitudinale e trasversale.

La pianta a croce latina è longitudinale, sviluppata in lunghezza e il transetto è disposto nei pressi del presbiterio. Soprattutto nelle chiese gotiche, il transetto è suddiviso in navate e presenta dei portali di accesso sui lati minori.

Tiburio

Calotta esterna a pianta poligonale che avvolge la cupola. Spesso, si trova all’intersezione dei bracci longitudinali (navata) e trasversali (transetto) degli edifici sacri. Esso è coperto da un tetto a spioventi e può avere delle finestre.

Volta a botte e a crociera

La volta è un elemento architettonico composta da elementi a cuneo, derivata dal principio statico dell’arco. Esiste una volta a botte composta da archi a tutto sesto e da una parte di superficie semicilindrica. In aggiunta, esiste una volta a crociera originata dall’intersezione di due volte a botte.

La crociera si diffonde specialmente nel periodo gotico e prevede l’utilizzo di archi a sesto acuto per ottenere un maggior slancio verticale e costoloni, ossia delle nervature aggettanti che suddividono la superficie e svolgono una funzione statica convogliando le spinte sulle strutture verticali (pilastri, colonne).

[Il vocabolario è stato realizzato dagli studenti della classe 2 A del corso serale del Liceo Artistico “R. Cottini” di Torino]

5 commenti su “Vocabolario dell’architettura medievale”

  1. Il vocabolario è stato realizzato dagli studenti della classe 2 A del corso serale del Liceo Artistico “R. Cottini” di Torino]… grazie al professore Dario Durante, che ha reso chiare le nozioni in esso contenute, interessante la ricerca per ampliare le stesse, divertente illustrare e descrivere alcune meraviglie architettoniche importanti del passato, presente e futuro che ci circondano, grazie professore e grazie compagni di classe

  2. Emanuele Belfiori

    Un ringraziamento al professor Durante per averci dato la possibilità di usare la nostra creatività, e stato davvero un bel compito da svolgere….con lei è sempre stato un piacere imparare

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