Toulouse-Lautrec, il “diverso” che sorprende

Dopo l’assenzio, il profumo che gli piaceva di più era quello dell’inchiostro di stampa

Ho visitato la retrospettiva dedicata ad Henry de Toulouse-Lautrec allestita negli spazi del grazioso Palazzo Chiablese di Torino nella quale si espongono circa 170 opere, tutte provenienti dalla collezione dell’Herakleidon Museum di Atene.

Non c’è nessuna tela; ci sono soltanto i suoi celebri manifesti pubblicitari, disegni a matita e a penna, grafiche promozionali e illustrazioni per giornali proposti al pubblico in maniera ragionata ed efficace. Penso che una lezione in classe possa seguire proprio il percorso espositivo di questa mostra che mette in risalto la ricercata poetica anticonformista e provocatoria dell’autore.

L’uomo

Le vicende biografiche di Toulouse-Lautrec (1864-1901) invitano al rispetto, all’accettazione e all’integrazione delle “alterità”. Henry è affetto da una malattia genetica delle ossa che impedisce il regolare sviluppo del corpo (la sua altezza è di 1,52 cm, ma le gambe misurano soltanto 70 cm), è un alcolista depresso, contrae la sifilide e muore all’età di 36 anni. Eppure, la sua è una carriera straordinaria, iniziata nei tradizionali ambienti accademici parigini ma ben presto tesa verso lo studio della figura umana, il fascino delle stampe giapponesi, il gusto delle inquadrature di tipo fotografico e un coraggio tematico per la rappresentazione dei protagonisti e delle atmosfere della Parigi di fine Ottocento. Nei caffè, nei locali notturni e nei teatri della capitale, questo elegante dandy aristocratico è accettato, amato, considerato, attorniato da artisti, amici e belle donne.

La pubblicità

Fin dai primi anni Novanta dell’Ottocento, si dedica al filone della grafica pubblicitaria, ideando un linguaggio innovativo con uno stile immediato. Attraverso i numerosi manifesti, si scoprono i protagonisti delle notti parigine: l’intrattenitore Aristide Bruant (1851-1925), l’attrice Yvette Guilbert (1868-1944) e la ballerina di can-can Jane Avril (1868-1943), star del Moulin Rouge.

I disegni

Toulouse-Lautrec documenta, in maniera perfetta, il volto imperfetto della Parigi notturna di fine Ottocento attraverso i suoi disegni pubblicati nelle riviste satiriche e di gossip di cui è collaboratore. Il disegno, perciò, assume il carattere di prodotto finito con un proprio valore estetico. Nella copertina del mensile illustrato La Vache Enragèe, la mucca rappresenta l’allegoria della nuova arte (1896) mentre nella rivista letteraria Revue Blanche, l’artista ritrae una donna, uno dei soggetti preferiti del proprio repertorio.

Il 1896 è anche l’anno della realizzazione della raccolta Elles, una serie di litografie (sulla tecnica, clicca qui) dedicate al mondo dei bordelli del quartiere Montmartre. Lontane da un intento erotico e sensuale o moralizzante, questo lavoro mostra le prostitute nelle loro attività quotidiane, nei gesti consueti della cura del proprio corpo. Yvette Guilbert racconta in questi termini il rapporto tra l’artista e le prostitute:

Mi raccontò il sapore del suo vivere dentro alla casa chiusa, di veder palpitare la prostituzione e di comprendere i dolori sentimentali di quelle povere creature, serve dell’amore. Lui era loro amico, a volte anche loro confidente, ma mai loro giudice, loro consolatore… piuttosto era per loro come un fratello nella compassione“.

La curiosità

In mostra, è esposta l’opera Chocolat danzante, raffigurante un clown di colore che intrattiene i clienti di un bar con una danza il cui vero nome è Rafael Padilla, primo artista di colore dei locali parigini di fine Ottocento. La storia di questo artista è stata raccontata anche in un film, uscito in Italia nel 2016, intitolato Mister Chocolat

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Chocolat danzante

Per approfondire: http://www.toulouselautrec.free.fr/index.htm

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