Capire il Manierismo

Quando si parla di Manierismo si fa riferimento ad uno stile che si diffonde in tutta Europa nei vari decenni del Cinquecento. Manierismo vuol dire ricerca di una forte sperimentazione che trova risposte in soluzioni anticlassiche ed eccentriche.

Cosa vuol dire anticlassico?

Cosa significa proporre un linguaggio anticlassico agli inizi del Cinquecento in Italia? Leonardo, Michelangelo e Raffaello hanno raggiunto i vertici pittorici imitando la natura e ispirandosi agli antichi. Si pensi, ad esempio, allo studio delle piante ne La Vergine delle Rocce di Leonardo (1483-85, Louvre) oppure all’ambientazione architettonica de La scuola di Atene nella stanza della Segnatura di Raffaello (1510-11, Palazzi Vaticani) che riprende nelle dimensioni e nel soffitto la basilica di Massenzio di Roma.

Anticlassicismo, quindi, vuol dire superare la lezione dei tre grandi maestri rinascimentali. Non guardare più alla natura e al vero. Tralasciare l’arte classica greco e romana come fonte di ispirazione ed essere originali rompendo con il recente passato.

Nel Giudizio universale (1536-41,Cappella Sistina), Michelangelo ha proposto possenti figure umane dalle pose innaturali e contorte. Gli artisti manieristi esasperano questa ricerca con figure serpentinate, il cui profilo somiglia alla tortuosità di un serpente che cammina, alla fiamma che ondeggia, alla forma della lettera S.

Il Manierismo: tra regola e licenza

Il rifiuto della classicità si trasforma nel rifiuto di ogni forma di equilibrio, proporzione e armonia caratterizzante l’arte del Quattrocento. Talvolta, viene meno l’organizzazione dello spazio in senso geometrico e prospettico inventato da Brunelleschi.

I protagonisti delle scene sembrano assumere un ruolo marginale a vantaggio di figure dinamiche, dalle anatomie esagerate ed esasperate, con l’inversione delle proporzioni gerarchiche come dimostrano gli affreschi di Giulio Romano a Mantova (1532-34, Palazzo Te) e le opere di Parmigianino.

palazzo Te Giulio Romano Mantova Manierismo
Giulio Romano, Sala dei Giganti, 1532-34, Palazzo Te, Mantova.
Parmigianino Madonna collo Manierismo Cinquecento
Parmigianino, Madonna dal collo lungo, 1534-39, Uffizi, Firenze

La Deposizione di Rosso Fiorentino

La Deposizione di Rosso Fiorentino, un olio su tavola del 1521, è l’emblema del Manierismo toscano. La composizione è asimmetrica, i corpi umani sono serpentinati, prevalgono le linee spezzate.

Rosso Fiorentino Manierismo Cinquecento Firenze Deposizione
Rosso Fiorentino, Deposizione, 1521, Volterra, Pinacoteca Comunale

Sull’esempio di Michelangelo, i colori sono cangianti, non c’è chiaroscuro, la luce è fredda e lo sfondo irreale ed astratto è quasi a monocromo, eseguito a campiture piatte.

Il trasporto di Cristo di Pontormo

Pontormo Cinquecento Firenze Manierismo Trasporto

Le esasperazioni delle linee, dei toni del colore e delle espressioni drammatiche si ritrovano nel Trasporto di Cristo morto di Pontormo, una pala d’altare del 1526 collocata a Firenze, nella chiesa di Santa Felicita.

Sono evidenti, infatti, l’uso di colori irreali esaltati da una luce fredda e il superamento dei canoni armonici compositivi e proporzionali.

Non si è mai visto Gesù trasportato in quella maniera, sostenuto precariamente da due ragazzini riccioluti che badano più ad osservare lo spettatore che a prendere con la forza il corpo del Redentore.

Commissionata dal banchiere Ludovico Capponi, l’opera è segnata da una diagonale che divide i personaggi in due gruppi con la Vergine che casca mollemente indietro per il dolore.

Cambia lo stile, cambia la storia

Lo stile del Manierismo non nasce dalla semplice reazione di una nuova generazione di artisti all’arte del Quattrocento. La Riforma protestante del 1517 e la morte di Raffaello del 1520 segnano profondamente le sorti artistiche della penisola. La frattura dell’unità cristiana e la scomparsa del grande maestro lasciano il campo libero a percorsi sperimentali, virtuosistici ed eccentrici.

Queste esperienze si radunano attorno alla figura del papa Clemente VII de’ Medici (1523-34) che intende completare il cantiere delle Stanze Vaticane con la decorazione dell’ultima sala, quella di Costantino.

Il gruppo di artisti che gravita attorno al cantiere vaticano, tuttavia, si disperde nel 1527 a causa del Sacco di Roma, un vero e proprio saccheggio della città operato dai mercenari di fede protestante (i lanzichenecchi) inviati dal sovrano spagnolo Carlo V d’Asburgo in risposta all’alleanza tra il Papato, Venezia, Milano e il re di Francia (Lega di Cognac).

Lo spostamento degli artisti dalla corte vaticana verso altre corti italiane ed europee affermano il Manierismo come uno stile internazionale, raffinato e colto.

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