La basilica di Sant’Apollinare Nuovo si lega alla dominazione ostrogota della città di Ravenna, una popolo germanico guidato dal re Teodorico che si proclama sovrano del regno ostrogoto d’Italia a partire dal 493.
Teodorico dota la città di edifici di culto ariano. L’arianesimo è un movimento religioso che nega la natura divina di Cristo. È in questa ottica che va analizzata la basilica di Sant’Apollinare.
La pianta, l’esterno e l’interno
Si tratta di una basilica a pianta longitudinale, senza transetto, divisa in tre navate, con nartece e con un’unica abside posizionata alla fine della navata centrale. L’esterno, come nel mausoleo di Galla Placidia, è semplice, realizzato in laterizi. La luminosità della chiesa è garantita da una serie di monofore collocate nella parte bassa ed alta delle navate.


I capitelli della navata centrale sono importati da Costantinopoli (materiale di spoglio o di riutilizzo). Tra il capitello e l’imposta dell’arco, è posizionato il pulvino, un elemento architettonico marmoreo troncopiramidale, d’ispirazione bizantina, utilizzato per slanciare la struttura e per scaricare le forze generati dagli archi sulla colonna.


Le decorazioni a mosaico
Il ciclo decorativo realizzato a mosaico occupa le alte pareti della navata centrale e sono suddivise in tre registri.

Nel primo registro, quello inferiore, più prossimo agli archi, si trova
- a destra, la raffigurazione del palazzo di Teodorico da cui parte una processione di Santi martiri che si conclude con l’immagine del Cristo Pantocratore, seduto in trono e assistito dai quattro Arcangeli biblici (Michele, Gabriele, Raffaele ed Uriele);
- a sinistra, la raffigurazione del porto di Classe (l’antico porto di Ravenna che, ora, non esiste più) da cui parte una processione di Sante vergini (recanti delle corone di gloria in mano) che si conclude con i tre Re magi e l’immagine della Madonna in trono con Bambino assistita da alcuni angeli.
Nel registro mediano, tra le finestre, ci sono figure di profeti, evangelisti, apostoli e maestri della fede stanti che celebrano il valore dei testi sacri.
Nel registro superiore, più prossimo al tetto, ci sono gli episodi della vita di Gesù tratte dai Vangeli, soprattutto in riferimento alla passione, morte e resurrezione.
Lo stile bizantino
Quando si fa riferimento ai mosaici della basilica, si parla di stile bizantino. Perché? È sufficiente osservare le decorazioni. Ecco le caratteristiche:
- assenza di profondità prospettica e di volume: le figure sono piatte, bidimensionali con pose statiche. Nelle processioni, ad esempio, i personaggi sono simili, separati da arbusti che li racchiudono in una sorta di nicchie. Le figure sono delimitate da forti linee di contorno.

- assenza di ambientazione: il fondo è fatto di tessere d’oro per alludere simbolicamente alla luce divina del Paradiso. Tessere di colore verde accennano ad un prato.
- ricchezza decorativa: la bellezza è data dai colori scelti per le tessere musive e non certo dalla conformità al dato reale. C’è una ricercatezza nella resa degli abiti fatti con decorazioni


Insomma, è lontana la ricerca della realtà, del movimento e del sentimento operata, ad esempio, nel periodo classico ed ellenistico dagli scultori antichi.
Le due architetture
Il porto di Classe e il palazzo di Teodorico sono due testimonianze visive di come si presentava la città di Ravenna in epoca medievale. Le rappresentazioni, tuttavia, adottano una prospettiva ribaltata e una prospettiva a volo d’uccello, tecniche già utilizzate nei fregi dell’Arco di Costantino.


A ben vedre, il mosaico del palazzo è stato modificato. Come indicato nel cerchio rosso della foto, infatti, si intravedono, davanti alle colonne, delle mani. Il fondo del porticato è azzurro ai lati e dorato al centro. Dalla facciata del porticato, infatti, si affacciavano i rappresentanti del clero e della corte teodoriciana di fede ariana. Con il ritorno all’ortodossia cristiana, promossa dal vescovo Agnello nel 561, queste figure risultano sconvenienti e sono eliminate.
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Dove si può trovare il nome delle Sante Vergini del Corteo raffigurate nei mosaici di S. Apollinare Nuovo?
Grazie per la risposta, se la darete a monacomv@gmail.com
Ho consultato diversi manuali di storia dell’arte ma non ci sono le indicazioni dei nomi delle Sante Vergini. Suppongo che non sia possibile riconoscerle attribuendo un nome poiché rappresentano un concetto generale. E’ una mia ipotesi
Sono citati al di sopra di ogni figura delle vergini…SCA (Sancta) seguito dal nome della vergine e staccato l’uno dall’altro da una croce
Vorrei capire se secondo voi hanno commesso un errore nel momento in cui decoravano il soffitto. Infatti la sequenza di ottagoni, rombi e quadrati fino a un certo punto è leggibile, poi sembrano messi un po’ a caso e non è possibile ricostruire una logica.
Potrebbe essere il risultato di un rifacimento posteriore alla data di esecuzione del soffitto. Bisognerebbe cercare informazioni in tale direzione