Gio Evan canta l’arte con “Klimt”

Gio Evan è molto più di un cantautore. E’ un artista poliedrico che scrive in prosa e in versi, facendo spesso riferimento alla storia dell’arte mondiale. Nell’autunno del 2019, esce il suo doppio album, Natura morta, che contiene il brano Klimt, un riferimento costante ad alcune opere di arte contemporanea.

Il video del brano Klimt, 2019

L’intero progetto celebra la forza rivoluzionaria della semplicità, percorrendo le sfaccettature della natura umana. Si canta l’urgenza della felicità, la difesa continua delle emozioni e l’allontanamento dall’individualità e dall’egoismo, per abbandonare l’io in favore del noi.

Il bacio di Klimt

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Klimt, l’artista austriaco, fondatore della Secessione viennese, è subito citato. Non solo nel titolo ma anche nella prima strofa con un riferimento alla sua opera più celebre (Ti ho dato un bacio come all’opera di Klimt).

La coppia è collocata in un’ambientazione fantastica di oro e di tanti fiorellini. L’uomo, in modo energico, stringe la donna che si abbandona ad un bacio passionale.

La decorazione delle vesti dei due protagonisti sono armonizzate per contrasto: linee rette per lui, linee curve per lei.

La passione per il fondo dorato deriva dalla conoscenza diretta dei mosaici bizantini di Ravenna che Klimt ammira durante un viaggio in Italia nel 1903.

L’autoritratto di Van Gogh

Gio Evan appare nel video a mezzo busto, di tre quarti su un fondo rosso. Ha l’orecchio destro bendato con un evidente riferimento al celebre autoritratto del pittore Van Gogh. Sembra che la folta capigliatura del cantante riprenda la pelliccia del cappello invernale di Van Gogh!

L’olandese arriva a lesionarsi in seguito all’ennesimo litigio con Gauguin che, sfiancato dalle discussioni, parte improvvisamente per far ritorno a Parigi. I due vivono assieme per circa nove settimane, ad Arles, in un continuo e profondo scambio di opinioni sul modo di dipingere, di trattare i colori e i soggetti. Il sogno di un’atelier del sud, però, si infrange l’antivigilia di Natale del 1888.

Le donne di Modigliani

I ritratti di Modigliani sono riconoscibilissimi: primi piani frontali molto ravvicinati e forme del viso semplificate tendenti all’ovale. La spersonalizzazione della figura umana è accentuata dal naso e collo lungo e dagli occhi senza pupille lievemente asimmetrici, proprio come la donna che si vede nel video.

La morte di Marat

La morte di Marat è la santificazione laica di un rivoluzionario francese che assume i toni iconografici di una pietà cristiana. Il dipinto di Jacques-Louis David, risalente al 1793, è ripetuto nella posa e nell’ambientazione da un modello nero con le labbra carnose.

Uniche varianti: il turbante traslucido, i capelli e gli oggetti che circondano i protagonisti. Nell’originale, infatti, vi sono la lettera, il calamaio e la penna di piuma. Nel video, al contrario, c’è un iPad e una comune penna a sfera.

L’amore impossibile di Magritte

Per Magritte, l’impossibilità di un amore sono due volti coperti destinati a non guardarsi negli occhi e a non toccarsi con le labbra. Ma quelle stoffe che avvolgono i due sconosciuti del quadro rimandano anche alla tragica morte della madre dell’artista che si uccide annegando nel fiume Sambre. Il piccolo Magritte, all’epoca quattordicenne, assiste al ritrovamento del corpo: la testa della madre è ricoperta da un lembo del vestito e questa scioccante visione segnerà alcune sue successive produzioni artistiche.

Tuttavia, nel video di Gio Evan, c’è un lieto fine: i due si sfilano le “maschere” di stoffa e si abbandonano ad un bacio appassionato.

Il volo di Matisse

Infine, un giovane ragazzo di colore si concede dei passi di danza su un fondo blu puntellato di stelle gialle. La sagoma nera muscolosa del modello è in contrasto con un piccolo cerchio di luce rossa, simbolo del cuore.

Si tratta una straordinaria citazione de Il volo di Icaro (1946) di Matisse, un collage realizzato con la carta quando ormai il vecchio artista, malato, modella le proprie opere con le forbici e le assembla con l’aiuto dei suoi collaboratori.

Entusiasta ed euforico, Icaro non segue le direttive del padre Dedalo e si avvicina troppo al sole provocando lo scioglimento delle ali di cera e, di conseguenza, la sua caduta e morte. La tragedia mitologica di Icaro, tuttavia, è trasformata da Matisse in una continua tensione benefica verso l’infinito. Una danza ascendente, piacevole per la mente e per il cuore.

Riassumendo …

Nella suo video, Gio Evan viaggia attraverso le maggiori opere dell’arte contemporanea tra il Neoclassicismo francese e le avanguardie storiche dell’Espressionismo e del Surrealismo europeo.

Il cantante sente anche il bisogno (perchè poi?) di citare Damien Hirst, pittore e scultore britannico che ha dominato la scena artistica internazionale trattando il tema della morte declinata in più maniere, tra cui i corpi di animali imbalsamati e immersi in formaldeide.

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