Capire San Vitale

La costruzione della basilica di San Vitale si lega alla riconquista della città di Ravenna da parte di Giustiniano, sovrano dell’impero romano d’Oriente la cui capitale è Costantinopoli (l’odierna Istanbul) . Con la guerra gotica (535-553) egli riesce a riconquistare l’Italia sconfiggendo gli Ostrogoti. Ravenna, quindi, diviene capitale dell’esercato italiano (dal 554), ovvero di un territorio posto sotto la guida di un esarca direttamente dipendente dall’imperatore.

Ravenna Vitale Mosaico arte bizantina
Estreno della basilica di San Vitale. L’edificio si trova a pochi metri dal mausoleo di Galla Placidia

Con la nuova dominazione bizantina, viene abolito il culto ariano e ristabilita la religione cattolica ortodossa. Tale passaggio è evidente nella trasformazione del mosaico del palazzo di Teodorico, nella chiesa di Sant’Apollinare Nuovo, e nella costruzione di un nuovo edificio di culto, la basilica di San Vitale.

La pianta

La pianta della basilica è centrale, di forma ottogonale. Al posto delle navate, perciò, vi è uno spazio centrale (contrassegnato nell’immagine in verde) sormontato dalla cupola e un’area circostante denominata deambulatorio (in arancione) che ha la funzione di ospitare i fedeli.

Ravenna Vitale Mosaico arte bizantina
Pianta della basilica di San Vitale

In particolare, vi sono questi spazi architettonici:

  • A: un nartece
  • B: due ingressi principali, di cui uno disposto di fronte all’abside
  • C: l’ottagono è definito da sette esedre colonnate che reggono la cupola
  • D: un presbiterio
  • E: un abside semicircolare
  • F: diaconicon, spazio accanto all’abside. Ospita il clero che, prima della celebrazione eucaristica, ha la necessità di indossare i paramenti sacri e prepararsi alla funzione religiosa
  • G: prothesis, spazio accanto all’abside che custodisce l’eucarestia e le offerte dei fedeli

Le colonne hanno il pulvino. L’esterno è semplice, fatto di laterizi.

La struttura e la pianta centrale di San Vitale riprendono modelli architettonici tipicamente orientali, come le chiese a pianta centrale di Santa Sofia e dei Santi Sergio e Bacco a Costantinopoli.

La basilica si sviluppa su due piani. Il piano superiore è chiamato matroneo, è scandito da colonne e archi a tutto sesto, e ha la funzione di ospitare le donne, secondo la rigida divisione tra i sessi nell’accesso ai luoghi sacri, vigente all’epoca.

Ravenna Vitale Mosaico arte bizantina
Capitelli e pulvini con decorazione vegetale ed animale simbolica, part. della zona presbiteriale
Ravenna Vitale Mosaico arte bizantina
Il matroneo visto dal presbiterio. La decorazione della cupola è barocca. Part. dell’interno

La decorazione dell’abside

I mosaici più significativi di San Vitale si trovano nella parte absidale. Sulle pareti laterali, entro riquadri geometrici e separati dalle tre monofore, si trovano l’imperatore Giustiniano (a destra) e sua moglie Teodora (a sinistra) con i componenti della corte.

Ravenna Vitale Mosaico arte bizantina
Le 3 monofore dell’abside. Ai lati, i due mosaici con Giustiniano e Teodora

Si tratta di due fastosi cortei che partecipano alla funzione religiosa: l’imperatore offre il pane (ha in mano, infatti, un piatto d’oro, chiamata patena, in cui vi sono le ostie); l’imperatrice reca il calice di vino. Il programma musivo, quindi, propone la processione che avviene nel presbiterio durante l’offertorio della Santa Messa. La coppia imperiale rende omaggio a Cristo. Le loro teste, tuttavia, hanno l’aureola perché il loro potere deriva direttamente da Dio.

Ravenna Vitale Mosaico arte bizantina
Giustiniano e il suo corteo
Ravenna Vitale Mosaico arte bizantina
Teodora e il suo corteo

Lo stile

Come in Sant’Apollinare, questi mosaici hanno un carattere bizantino. Perché?

  • il fondo oro annulla ogni riferimento spaziale ed ambientale. Tuttavia, nel corteo femminile, si intravede l’ingresso del palazzo imperiale e una fontana.
  • le figure sono fisse, bidimensionali e statiche. Pur rappresentando un’azione (una processione), non c’è nessun riferimento al movimento dei corpi. Anzi, i piedi dei protagonisti sembrano che si calpestino: manca ogni tecnica prospettica.
  • attenzione allo sfarzo della corte nella raffigurazione degli abiti, delle stoffe, delle corone e dei gioielli perché bisogna mettere in risalto il potere imperiale.
  • Unica eccezione allo stile bizantino sono i volti dei personaggi che sono dei veri ritratti. Le loro facce, dunque, rispettano una fisionomia reale alla maniera dei busti ritratto di epoca romana collocati nel tablinium delle domus patrizie. Nel corteo maschile, inoltre, la presenza del vescovo di Ravenna, Massimiano, è sottolineata dalla scritta disposta in alto.

Il Cristo Pantocratore

Al centro dell’abside, sopra le tre monofore, c’è la corte celeste posizionata su un prato fiorito da cui sgorgano ruscelli e su un fondo oro. Cristo siede sul globo terrestre, è l’Onnipente, il Signore del mondo (= Pantocratore). Ai suoi lati, i due Arcangeli, Michele e Gabriele, riconoscibili della ali, che sono testimoni di alcuni gesti. Quali?

Ravenna Vitale Mosaico arte bizantina
La corte celeste, abside di San Vitale

Cristo dona la corona di gloria a San Vitale (disposto a sinistra) perché è il difensore della fede cattolica nella guerra contro gli Ostrogoti per la riconquista dei territori italiani. Dall’altra parte, il vescovo Ecclesio dona il modello della basilica a Cristo: Giustiniano ha vinto, la fede cattolica è ripristinata, la costruzione della basilica di S. Vitale è il segno visibile di una nuova epoca.

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2 commenti su “Capire San Vitale”

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