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Ver Sacrum e la Secessione viennese

Ver Sacrum è la rivista ufficiale mensile della Secessione di Vienna edita tra il 1898 e il 1903. Nell’ultimo decennio dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento, l’impero Austro-ungarico vive un periodo di prosperità e benessere sotto la guida dell’imperatore Francesco Giuseppe.

Presto, tuttavia, l’unità dell’impero è minacciata dai fermenti nazionalistici delle province, dalle aspirazioni costituzionali e liberali e dai disagi del proletariato. La prima guerra mondiale (1914), poi, segna la fine dell’impero con la nascita di nuove nazioni nella parte centrale ed orientale dell’Europa.

La Secessione viennese

Nell’aprile del 1897, viene costituita l’Unione degli artisti figurativi d’Austria, nota come Secessione viennese.

Il gruppo, presieduto da Gustav Klimt, manifesta insoddisfazione verso l’arte ufficiale rappresentata dall’Accademia delle Belle Arti di Vienna e dalla Kunstlerhaus, un’associazione privata molto influente al cui interno operano tanti pittori viennesi. Ovviamente, tali istituzioni di stampo storicistico ed accademico si servono di una selezione molto rigida per far ammettere le opere d’arte all’interno delle loro periodiche mostre.

L’arte accademica è troppo costrittiva, conservatrice, moralista e limitata, incapace di esprimere al meglio i desideri, le aspirazioni e le emozioni degli artisti, ormai influenzati dall’Art Nouveau francese e inglese e dalla Secessione di Monaco (1892).

La Secessione aspira a creare un’arte autenticamente libera che punti anche a nuovi canali espositivi e commerciali. Gli artisti, infatti, si servono di un’innovativa sede espositiva progettata dall’architetto Olbrich (il palazzo della Secessione) e dei laboratori della Wiener Werkstatte per la realizzazione di oggetti e arredamenti domestici ispirati ai criteri di semplicità, funzionalità e qualità in grado di diffondere una cultura artistica ed estetica che coinvolga tutti gli aspetti del vivere.

La rivista Ver Sacrum

Ver Sacrum Secessione viennese
Johann Viktor Kramer, Progetto di frontespizio di Ver Sacrum, 1898,
disegno a penna, inchiostro di china e acquerello

La pubblicazione ufficiale della Secessione viennese è la rivista Ver Sacrum. Il suo nome significa Primavera Sacra e richiama un antico rito romano per consacrare i frutti della primavera alle divinità pagane.

Difatti, è costante un richiamo a un rinascimento e rinnovamento dell’arte e ad una rievocazione alla giovinezza.

In questo progetto di frontespizio dalla forma ottagonale di Kramer, l’uomo ricorda gli antichi atleti classici adornati dalla corona di alloro e la sua posizione di profilo richiama i volti degli imperatori raffigurati sulle monete.

La donna indossa una corona di fiori bianchi e riporta alla mente le rappresentazioni delle Veneri rinascimentali e le decorazioni dell’Arts and Crafts. Tutti gli elementi sono contornati da una sottile linea di contorno che aiuta a separare le figure dallo sfondo.

La rivista, quindi, assicura la circolazione delle idee secessioniste con un intento pedagogico al fine di dichiarare l’uguaglianza di diritti di tutte le arti (arti minori e maggiori) e l’esistenza di un’opera d’arte totale, cioè di un’opera consistente nella combinazione tra pittura, scultura e architettura (un esempio è palazzo Stoclet a Bruxelles).

La grafica di Ver Sacrum

Il periodico si caratterizza per una grafica innovativa, per un formato quadrato e per i caratteri tipografici ornati. Secondo lo scrittore e storico dell’arte Wilhelm Schölermann, infatti, “il vecchio modo di illustrare i libri genera incomprensioni e si esaurisce in una rappresentazione banale dell’oggetto“. Ogni scritta e ogni immagine sono legate, al contrario del precedente metodo illustrativo che è ritenuto equivoco. “L’artista che illustra un libro segue il poeta allo stesso modo in cui l’arpa accompagna un canto“.

Allo stesso modo dell’artigiano dell’epoca, le illustrazioni partono dalle forme curve e poi, negli anni, passano a quelle quadrate, rettangolari e a losanghe.

Infatti, in Sangue di pesce di Klimt, prevalgono linee compositive oblique pluridirezionali che formano le onde del mare, le figure femminili e un pesce. La donna più in basso, tuttavia, spezza il prevalente andamento ascendente verso la parte destra alta. Le figure sono stilizzate e richiamano le composizioni dell’arte giapponese.

L’aspetto decorativo proprio della Secessione Viennese si avverte anche nell’attenzione al lettering, nell’utilizzo di tecniche grafiche che esaltano il contrasto tra il bianco e il nero e nella proposizione del mondo floreale e animale che sottolinea un rapporto armonioso con l’essere umano.

In tutte le illustrazioni, si riconosce la bellezza del disegno e l’estrema eleganza compositiva. Tra i soggetti trattati, ricorre il tragico dualismo tra eros e thànatos, ovvero tra sensualità e morte. Come in alcune opere famose di Klimt (vedi Giuditta I, 1901), Wilhelm List propone una sensuale Afrodite moderna che regge una testa mozzata alla maniera di Giuditta.

Wilhelm List, Aphrodite Androphonos, 1900, Ver Sacrum n.6, litografia

Le illustrazioni per i poeti

Moser, illustrazione per Vorfruhling di R.M. Rilke, Ver Sacrum n. 21, 1901

[Le illustrazioni della rivista Ver Sacrum sono tratte da: Hans Bisanz, Vienna 1900, Trento, L’editore, 1990].

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