Piazze e fontane barocche romane

Roma è una città barocca. E la sua impronta barocca è anche il risultato del mecenatismo di tre papi, appartenenti a famiglie ricche e potenti:

  • Urbano VIII Barberini, pontefice dal 1623-44;
  • Innocenzo X Pamphili, al soglio pontificio nel periodo 1644-55 e
  • Alessandro VII Chigi, al potere dal 1655 al 1667

In questo periodo, l’assetto urbanistico ed architettonico della città di Roma assume un aspetto monumentale grazie alla realizzazione (o al rifacimento) di luoghi pubblici destinati alla convivenza civile, sociale e religiosa come le piazze, le fontane, i palazzi aristocratici e i monumenti celebrativi e commemorativi.

Le caratteristiche della piazza

La piazza è la manifestazione concreta di un cattolicesimo trionfante: è uno spazio aperto, dinamico e prospettico molto diverso da quella rinascimentale chiusa e autosufficiente a pianta quadrata o rettangolare come, ad esempio, la piazza della SS. Annunziata a Firenze, ideata da Brunelleschi in concomitanza con la costruzione dello Spedale degli Innocenti.

La piazza barocca, infatti, è ovale o ellittica (quest’ultima figura geometrica rimanda alle scoperte scientifiche), e sollecita una fruizione dello spazio sempre diversa in funzione della posizione dello spettatore che, spostandosi, scopre nuovi particolari e vedute interagendo con il tessuto urbanistico circostante.

Essa presuppone il ruolo attivo della folla che si raduna per vari motivi: una festa religiosa o civile, un funerale, una cerimonia politica di insediamento di un papa o di un sovrano, un mercato all’aperto, una fiera. La piazza, in effetti, senza i suoi fruitori perde di significato, non ha ragione di esistere. Come è sconfortante e doloroso guardare le immagini delle piazze italiane al tempo del corona virus!

Il massimo ideatore e progettista del volto pubblico di Roma nel Seicento è l’artista Gian Lorenzo Bernini (1598-1680).

La Barcaccia, la prima fontana dei Bernini

Alla fine degli anni Venti del Seicento, Pietro Bernini assieme al figlio Gian Lorenzo esegue la fontana denominata la Barcaccia, collocata ai piedi della famosa scalinata di Trinità dei Monti, in piazza di Spagna. Essa indica il passaggio, in quella zona, dell’Acquedotto Vergine. Non a caso, il nome di via dei Condotti deriva dalle condutture che trasportano l’acqua.

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La Barcaccia, veduta con la scalinita di Trinità dei Monti

La fontana è costituita da una vasca di forma ellittica posizionata sotto il piano stradale. Sopra tale vasca (che vuole simulare il mare), si trova una grande nave affondata ornata, a prua e a poppa, dallo stemma di papa Urbano VIII (le tre api che si trovano anche nel grande affresco di Pietro da Cortona nel palazzo di famiglia), committente dell’opera.

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Pietro e Gian Lorenzo Bernini, La Barcaccia, 1628-29

Ci sono anche due emblemi a forma di sole, rimando al potere del pontefice sulla città.

Il significato della Barcaccia

Laddove sono posizionati normalmente le bocche di fuoco dei cannoni, la nave sputa acqua potabile, ancora oggi buona da bere avvicinandosi ai vari zampilli. Urbano VIII, quindi, si pone come un governante generoso, che disseta il popolo romano e che offre a tutti (indistintamente dal ceto di appartenenza) un bene comune, senza il quale non si può vivere. In Italia, il referendum del 2011 ha riconosciuto i servizi idrici come un servizio pubblico essenziale bloccando, di fatto, qualunque forma di privatizzazione e di speculazione economica della sua gestione.

Ecco perché la vandalizzazione della fontana, operata dai tifosi della squadra di calcio olandese del Feyenoord nel febbraio 2015, è considerata non soltanto un attacco al patrimonio artistico nazionale ma anche una violazione dei diritti di ogni cittadino italiano.

La fontana del Tritone, 1642-43

Commissionata da Urbano VIII, la fontana è il punto di emersione dell’acquedotto Felice che il papa fa arrivare nella zona per servire la nuova dimora della famiglia, palazzo Barberini appunto.

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Bernini, fontana del Tritone, 1642-43

L’opera si discosta dalle fontane tardo manieriste costruite come una serie di vasche sovrapposte. In effetti, da una vasca a cornice mistilinea tondeggiante, emerge un tritone, una figura mitologica, metà uomo e metà pesce, figlio del dio Poseidone. Egli è sollevato dall’acqua poiché poggia su una conchiglia retta da quattro delfini le cui code, tra l’altro, intrecciano lo stemma della famiglia Barberini (le tre api) e le chiavi di San Pietro (simbolo del potere papale).

Come in tutte le fontane di Bernini, c’è una stretta relazione tra le parti architettoniche e scultoree e l’elemento naturale dell’acqua. L’approccio ideale, infatti, sarebbe quello di “sentire” il suono dell’acqua e di girare attorno all’opera. Solo così, si comprende come il movimento dell’acqua non è regolato da zampilli artificiali (cioè creati appositamente dallo scultore) ma segue leggi e ritmi naturali. Il soffio vigoroso di Tritone nella buccina (una sorta di tromba antica) annuncia la fine della tempesta marina e crea uno spruzzo d’acqua che ricade nella conchiglia e poi nella grande vasca sottostante.

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Il tritone che soffia nella buccina, part. della fase di restauro (foto Sovrintendenza romana)

La fontana dei Quattro Fiumi, 1648-51

Piazza Navona ha una forma ellittica e sorge nel luogo in cui anticamente era collocato lo stadio dell’imperatore Domiziano, un luogo in cui si svolgevano delle gare sportive. La sua sistemazione in forma barocca si deve a Innocenzo X perché, attorno ad essa, sorge il palazzo della propria famiglia Pamphili e la chiesa di Sant’Agnese con la facciata concava progettata dall’architetto Francesco Borromini.

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Piazza Navona, veduta area da google maps. Il sito è vicino a palazzo Madama (sede del Senato della Repubblica) e alla chiesa di San Luigi dei Francesi, che ospita la cappella Contarelli decorata da Caravaggio
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Piazza Navona, La chiesa di S. Agnese e il palazzo Pamphili

La piazza è scandita in lunghezza da tre fontane. Quella centrale è opera di Bernini ed è chiamata fontana dei Quattro Fiumi poiché vi sono altrettante sculture che raffigurano i fiumi principali dei continenti fino ad allora conosciuti: il Danubio per l’Europa, il Gange per l’Asia, il Nilo per l’Africa e il Rio de la Plata per le Americhe. La presenza di questi quattro colossi sta a significare il trionfo della Chiesa su tutta la Terra.

La struttura: una fontana che racconta una storia

Bernini abbandona la composizione delle fontane tardomanieriste con le vasche sovrapposte. L’unica vasca circolare, infatti, è larga e bassa, dista pochi centimetri di altezza dal suolo, è quasi un abbeveratoio da cui si può rifornire di acqua. Al centro vi è un grande scoglio cavo ricavato da un unico blocco di travertino proveniente dalle cave di Tivoli. Bernini lo scolpisce per due anni poiché vuole dare al marmo l’aspetto di una roccia naturale, scabra, frastagliata, infestata da erbacce. Sopra, posiziona un alto obelisco risalente all’età di Domiziano (simbolo del potere) alla cui sommità si trova una colomba bronzea con il ramoscello dell’ulivo in bocca, simbolo dello Spirito santo e una delle componenti dello stemma araldico dei Pamphili.

Bernini, fontana dei Quattro fiumi, 1648-51

A ben guardare, l’obelisco svetta proprio in corrispondenza della cavità della grotta poiché Bernini vuole dimostrare al committente e al popolo romano di saper gestire le regole della statica.

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Un giro attorno al mondo

Passeggiando attorno alla fontana, lo spettatore compie un viaggio ideale nel mondo. Il Gange e il Nilo sono accomunati da una vegetazione identica rappresentata dalla grande palma che il vento di scirocco romano sembra sbattere sul travertino. Dalla grotta, fuoriesce un leone che si abbevera all’acqua della vasca. L’acqua fuoriesce in cascatelle (non in zampilli artificiali) simulando la presenza di una vera sorgente.

Il Nilo ha la testa velata perché, all’epoca, era sconosciuta la sua sorgente. La statua del fiume Rio de la Plata ha delle monete per indicare la ricchezza proveniente dalle Americhe all’indomani della sua scoperta (1492). Si scorge anche un armadillo, un grande serpente e dei fichi d’india. Il fiume americano, dagli evidenti tratti somatici latini, sembra dimenarsi, forse per coprirsi gli occhi dal sole che, nell’ora del tramonto, batte in quel punto della piazza.

Il Danubio, infine, regge lo stemma di papa Innocenzo X e ha come attributo iconografico un cavallo che spunta dalla roccia, similmente al leone. Questo bestiario fantastico in movimento anima la fontana, ne esalta la sua vivacità assieme all’acqua, coinvolgendo tutti i sensi dello spettatore (udito compreso).

Piazza San Pietro, 1656-67

Piazza San Pietro rimodella in maniera definitiva il centro spirituale e politico della capitale. Papa Alessandro VII Chigi chiede, infatti, a Bernini di realizzare una grande piazza che abbia un duplice obiettivo:

  • costituire un ingresso maestoso e solenne per la chiesa più importante del cattolicesimo mondiale e
  • offrire riparo ed accoglienza alle masse di fedeli e pellegrini.
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Bernini, piazza S. Pietro, schema delle varie parti architettoniche

Bernini progetta una piazza a pianta ellittica (1) con l’asse maggiore trasversale alla facciata della basilica, con due braccia semicircolari di colonne di ordine tuscanico in quadruplice fila (2) ornate, in alto, da 162 sculture. Lo spazio è scandito da due fontane e un obelisco centrale. Le braccia semicircolari sono la metafora dell’abbraccio universale ed ecumenico della Chiesa di Roma.

Il raccordo con la basilica avviene tramite uno spazio trapezoidale (3) che contiene due gallerie rettilinee (4) che si saldano ai due estremi della facciata (5).

Lo schema adottato da Bernini consente di dilatare e movimentare la piazza, stimola lo stupore del fedele che è sedotto dalla serie delle colonne gigantesche delle braccia laterali che creano giochi di luce ed ombra a seconda della posizione del sole.

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Per approfondire: Tomaso Montanari, La libertà di Bernini, episodio 5 “Bernini mago”, Rai5

Venerdì 27 marzo 2020. Papa Francesco in preghiera in una piazza San Pietro deserta a causa della pandemia del coronavirus

1 commento su “Piazze e fontane barocche romane”

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