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Decorazioni barocche a Martina Franca

A Martina Franca, in Puglia, nel cuore della Valle d’Itria, il Palazzo Ducale nasconde una decorazione barocca illusionistica

Anche i monumenti che crediamo di conoscere in ogni dettaglio, nascondono storie inaspettate e segreti celati tra le loro mura.

Il palazzo Ducale di Martina Franca è uno degli esempi più sfolgoranti del barocco pugliese, un edificio che domina la città con la sua imponente facciata. Tuttavia, i suoi segreti più affascinanti non si trovano nelle famose sale di rappresentanza del piano nobile (di cui ho già avuto modo di scrivere qui), ma in ambienti meno noti, recentemente riscoperti, che raccontano una storia di ambizione, mistero e devozione filiale.

La leggenda di Bernini

Per secoli, una persistente leggenda locale ha attribuito il progetto del palazzo a Gian Lorenzo Bernini, il genio indiscusso del Barocco romano.

Questo equivoco nacque da un’affermazione dell’abate Giovan Battista Pacichelli che, in un memoriale di viaggio, scrisse che la maestosa residenza era stata realizzata “con disegno del Cav. Bernino”. La realtà storica, tuttavia, è diversa perché, nell’archivio della Famiglia Caracciolo de Sangro, si chiarisce che il vero progettista fu il bergamasco Giovanni Andrea Carducci.

E Bernini, allora? Il suo ruolo fu solo di prestigioso supervisore limitandosi ad “approvare” il progetto di Carducci.

Un secolo per costruire un sogno barocco

La costruzione del palazzo iniziò nel 1668 per volere di Petracone V Caracciolo, con un costo esorbitante per l’epoca di 60.000 ducati, finalizzato a creare una residenza che affermasse il potere della famiglia alla pari delle più importanti corti europee.

Il primo colpo di scena arrivò presto: le spese si rivelarono così ingenti che Petracone V riuscì a completare solo il piano terra e l’ammezzato, lasciando incompiuto il piano nobile. Il palazzo divenne così un’eredità e una sfida per le generazioni successive.

I lavori furono ripresi dal figlio, Francesco II, che si insediò nel ducato nel 1704, e completati solo nel 1773, dal pronipote Francesco III, che fece realizzare l’ala orientale.

La sala dimenticata: le grandi illusioni ottiche

Lontano dallo sfarzo del piano nobile, si trova la foresteria, un tempo residenza privata della famiglia di Petracone V.

Qui, nella prima sala, un recente restauro ha svelato una volta interamente decorata con la tecnica della quadratura, una pittura barocca che crea architetture e prospettive illusionistiche con l’obiettivo di meravigliare e stupire lo spettatore.

Martina Franca Puglia Barocco

Lo spazio è scandito da imponenti colonne marmoree rosse e verdi, interamente dipinte, che si aprono su finte cupole e scorci di cielo che sembrano incombere dall’alto.

La stanza è ampliata da giochi di convessità e cavità ed è trasformata, perciò, in un vero e proprio teatro barocco, un luogo progettato per stupire e affascinare.

L’artista misterioso: una firma svelata

Chi era l’abile artista capace di creare illusioni così raffinate? Per lungo tempo, l’autore di queste decorazioni è rimasto sconosciuto.

A ben vedere, però, in uno dei dipinti ovali che decorano la volta raffigurante la scena di una battaglia, è stata ritrovata la firma del pittore: “F. Camporetta“.

Questa scoperta è di fondamentale importanza, poiché attribuisce l’opera a un artista finora sconosciuto alla critica e che si presume abbia dipinto l’intero ciclo decorativo della sala, rivelandosi un maestro quadraturista di grande talento.

Un messaggio nascosto: l’omaggio di un figlio a suo padre

Le decorazioni della sala non sono casuali, ma seguono un preciso programma iconografico voluto dal committente, Petracone V. L’intero ciclo è un esplicito e commovente omaggio alla memoria e alle gesta di suo padre, Francesco I Caracciolo, celebrato in ogni suo aspetto:

  • la famiglia: un dipinto raffigura Francesco I con la moglie e i figli. Con una mano indica il giovane Petracone. Con l’altra mano, invece, indica un arco (probabilmente Porta S. Stefano) chiaro riferimento al sito dove il figlio avrebbe poi eretto il palazzo, quasi a simboleggiare una benedizione e un passaggio di consegne
  • l’eroe: in un’altra parte, si celebra la vittoria di Francesco I durante la rivolta antispagnola del 1647-48, immortalando il suo coraggio in battaglia.
  • le virtù: sulle pareti campeggiano le allegorie della Fortezza e della Temperanza, due delle quattro virtù cardinali, scelte per rappresentare le qualità morali e il carattere eroico di Francesco.

L’intera sala, quindi, non è solo uno spazio di rappresentanza, ma un monumento privato, una celebrazione dell’eredità familiare voluta da un figlio per onorare la grandezza del padre.

Muri che raccontano storie

Il Palazzo Ducale di Martina Franca ci dimostra che i grandi monumenti sono come libri di storia stratificati.

Dietro la facciata monumentale si celano racconti familiari e messaggi nascosti che aspettano solo di essere decifrati. Ogni stanza, anche la meno conosciuta, può essere la custode di un segreto.

PER APPROFONDIRE: M. Saccente, La ritrovata paternità per le decorazioni barocche a prospettiva illusionistica dell’inedita Foresteria di Palazzo Ducale a Martina Franca in (a cura di) I. Di Liddo, M. Pasculli Ferrara, M. Saccente, L’arte della quadratura: storia e restauro. Quadraturismo e grande decorazione nella pittura di età barocca, Fasano, Schena, 2022, pp. 545-560.

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