Kouros, il maschio nella scultura greca

Il kouros è un giovane uomo nudo, in posizione stante che rappresenta, indifferentemente, una divinità, un personaggio eroico della mitologia o un essere umano. La funzione di queste grandi sculture, le cui dimensioni si attestano tra i due e i tre metri di altezza, è devozionale o funebre. Infatti, esse vengono collocate a guardia di un luogo sacro (perlopiù santuari) o sono segnacoli tombali. Nel primo caso, donando la statua, le famiglie aristocratiche si assicurano una visibilità e affermano pubblicamente la loro prosperità. Nel secondo caso, invece, la statua è accompagnata da un epigramma per esortare il passante alla riflessione e alla sosta silenziosa.

Caratteristiche fisiche

Kouros uomo Grecia Scultura
Esempi di kouroi

1. la testa è eretta, incorniciata da una folta chioma di capelli lunghi, raccolti in treccine, simile alle rappresentazioni egizie;

2. le braccia sono stese lunghe i fianchi con i pugni serrati;

3. il particolare modellato delle labbra è appena increspato, in una sorta di misterioso sorriso chiamato convenzionalmente sorriso arcaico. Si tratta, cioè, del tentativo di riportare sul piano del volto la naturale curvatura della bocca;

4. una gamba è leggermente avanzata rispetto all’altra, ma con i piedi ben saldi alla base

Un uomo “bello e buono” (e colorato)

Il kouros è sempre un giovane muscoloso con le parti anatomiche ben definite nel rispetto dei principi di assialità e simmetria. Un fisico nel pieno e vigoroso splendore si accompagna ad un armonico sviluppo interiore. Nasce, così, il concetto di kalòs kai aghatòs (bello e buono). L’uomo ideale, dunque, deve possedere entrambe queste qualità, dando la stessa importanza sia al corpo che allo spirito.

Come tutte le sculture antiche, i kouroi presentano una policromia che, nel corso dei secoli, è svanita.

Le tre scuole

La tipologia del kouros si diffonde principalmente in età arcaica, tra il VII e VI secolo a.C. In questo spazio di tempo, fermo restando le funzioni e le caratteristiche principali precedentemente descritte, i kouroi presentano delle differenze dovute a diversi ambiti di produzione. Si distingue, infatti, una scuola dorica, una scuola ionica e una scuola attica.

LA SCUOLA DORICA indica le officine scultoree presenti nel Peloponneso (soprattutto nelle città di Corinto e Argo). Le statue sono massiccie, semplici e ben squadrate. L’effetto è di grande solidità e potenza come una colonna dorica. Esempio sono i due gemelli mitici Cleobi e Bitone, collocati originariamente presso il santuario di Apollo di Delfi e scolpiti da Polimede di Argo.

LA SCUOLA IONICA indica le officine attive sulle isole di Samo, Nasso, Paro e Chio, ai confini con la parte ad est della Grecia. La statua è più slanciata, il modellato è più morbido e i passaggi chiaroscurali sono più graduali. Della scuola ionica, fa parte il kouros da Milo (550-540 a.C.)

LA SCUOLA ATTICA indica le officine di Atene e dei territori limitrofi che operano tra la prima e la seconda metà del VI sec. a.C. Nella statua, le varie parti del corpo si armonizzano conseguendo un maggiore equilibrio di volumi e una più razionale unitarietà delle singole parti come nel kouros di Kroisos.

Alla scuola Attica, sono riconducibili anche il Moskòphoros, il portatore di vitello, e la statua equestre Cavalier Rampin, entrambi facente parte della colmata persiana dell’Acropoli di Atene.

Il kouros, oggi

Dell’uomo nudo e possente della scultura greca arcaica, ancora oggi sono rimaste tracce nell’immaginario figurativo, soprattutto in campo commerciale e pubblicitario. Chiaramente, dell’originario significato non è rimasto nulla poiché gli attuali riferimenti si sono caricati di dimensioni erotiche e sessuali. Ecco un esempio dello spot di un profumo di Yves Saint Laurent chiamato proprio kouros: 

2 commenti su “Kouros, il maschio nella scultura greca”

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