Piero Gratton, il designer dello sport

Piero Gratton (1939-2020) è sconosciuto al grande pubblico, eppure i suoi lavori sono nell’immaginario collettivo di ogni sportivo e telespettatore. Egli è un designer, un grafico, lavora con le immagini e i suoni per creare loghi e sigle. E’ dipendente della Rai per 25 anni, dal 1976 è responsabile del gruppo di grafica dei servizi giornalistici del Tg2. E’ nel 1978, però, che inventa un marchio che lo rende popolare perchè legato al mondo del calcio.

Il lupetto della Roma calcio

In quell’anno, la Roma è presieduta dall’imprenditore edile Gaetano Anzalone e il direttore sportivo è Luciano Moggi. Due sono i colpi di calciomercato: il difensore Luciano Spinosi dalla Juventus e l’attaccante Roberto Pruzzo dal Genoa. La squadra, nell’estate, è impegnata in un tour negli Stati Uniti e, per l’occasione, anche grazie alla straordinarietà delle gare amichevoli in cui si possono violare determinate norme, si presenta con una maglia avente sul petto una toppa con due circonferenze concentriche giallo e rosso all’interno delle quali svetta il profilo nero di una lupa dall’occhio colorato. L’immagine dell’animale è semplificata, con tratti spezzati e sembra ringhiare.

Roma calcio gratton stemma lupetto giallorosso
Lo stemma della As Roma

Facile da disegnare e da riprodurre, contrariamente alla tradizionale lupa che allatta i gemelli Romolo e Remo, mitici fondatori della capitale. Un’immagine, inoltre, molto diversa dai loghi di quel periodo, più vicini a solenni stemmi con scudi e lettere incrociate, magari legati alla città in cui milita la squadra.

La nascita di un brand: un’idea rivoluzionaria

E’ l’avvio di un progetto ben più corposo di brand identity (identità aziendale) ovvero di un insieme di elementi ed aspetti grafico-comunicativi che determinano la percezione e la reputazione positiva di un prodotto. Infatti, in collaborazione con lo sponsor tecnico Pouchain, Gratton crea, in maniera coordinata, biglietti da visita, carta intestata, abbonamenti, segnaletica, abbigliamento sportivo. Nascono i primi “Roma shop” e il lupetto diventa un marchio registrato. Ad esempio, “trasformammo i biglietti in carnet – dice Gratton – inserendo nelle matrici delle parti riservate agli sponsor; roba piccola, ma i tifosi potevano avere degli sconti“.

PER APPROFONDIRE. Il ricordo della Roma di Gratton

L’idea, all’epoca rivoluzionaria, non è accolta con entusiasmo. “Si metteva semplicemente a disposizione degli appassionati una serie di cose che potevano essere di loro gradimento e nel frattempo la Società, che era sempre in rosso, aveva la possibilità di fare cassa“.

La brand identity della Roma nei progetti di Gratton
Gratton spiega il disegno del lupetto (Roma TV)

La grafica sportiva

In seguito, Gratton realizza, con lo stesso procedimento di stilizzazione per ottenere una resa grafica immediatamente memorizzabile, i loghi delle squadre di calcio del Palermo e della Lazio (le aquile), Pescara (con un simpatico delfino), Udinese, Ascoli e Cesena. Memorabile il galletto del Bari: la testa dell’animale è un parallelogramma nero sviluppato in altezza, al cui interno, per contrasto, c’è una mezzaluna bianca che indica l’occhio. Il logo è completato dalla bocca e dalla vivace cresta dai tratti ondulati. Il bianco e il rosso ricordano il colore dello stemma civico cittadino.

Si nota una conoscenza e uno studio delle relazioni cromatiche: contrasto, armonie ed equilibri di colori puri e complementari. Secondo il pittore russo Kandinskij (1866-1944), padre dell’arte astratta in Europa con la fondazione del gruppo Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro), il colore è espressività: il rosso provoca nell’osservatore energia, eccitamento e stimolo; il verde, invece, sicurezza, rilassamento ed equilibrio; il giallo, infine, spensieratezza e liberazione.

Il logo è un’occasione per trasformare il pallone da calcio: per il campionato europeo Uefa, disputato in Italia nel giugno del 1980, la palla diventa un fiore; per il mondiale Fifa di Italia 90, sul pacchetto di sigarette MS, la palla si fa vortice colorato, come una girandola.

Oltre alla cromia, assumono valore i caratteri cubitali, la linea, principalmente retta e spezzata, con l’eccezione del logo della Gran Prix di ginnastica artistica che ricorda i nastri usati dalle atlete nelle prove sportive.

Non mancano i richiami alla tradizione: Pinocchio per simboleggiare l’Italia e la fiaccola olimpica che si trasforma in un capitello dorico per omaggiare la partecipazione alle Olimpiadi della Sicilia, grande territorio di colonizzazione greca.

TUTTI I LOGHI di Gratton

Le sigle televisive per la Rai

Nella produzione di sigle televisive, si propongono fluorescenze cromatiche dinamiche che, a mio parere, hanno un legame con l’arte cinetica degli anni Sessanta e Settanta in cui lo studio della percezione del movimento si lega a una progettazione razionale dell’opera d’arte.

ARTE CINETICA E PROGRAMMATA. Le principali caratteristiche a cura di P. Bolpagni – Canale Regola d’arte

Gratton, Tg2 dossier – Grandangolo – sigla

Nel 1976, la redazione sportiva del Tg2 lancia il rotocalco Domenica Sprint con la conduzione di Guido Oddo e Bruno Pizzul. Nella sigla, si alternano, in continuo movimento, forme geometriche con le principali immagini degli sport (calcio, automobilismo, sci). La musica è la celebre Stadium di Oscar Prudente.

TUTTE LE SIGLE televisive di Gratton

[i loghi e le sigle del seguente post sono tratti da http://michelangelogratton.it/ ]

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