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Un Museo dell’archeoplastica nel Salento

Nel Salento esiste un Museo dell’archeoplastica dedicato ai vecchi rifiuti spiaggiati allo scopo di sensibilizzare i visitatori sul tema dell’inquinamento da plastica nel mare e sul litorale.

L’idea è di Enzo Suma, guida naturalistica ostunese e fondatore di Millenari di Puglia, e il museo si trova all’interno dell’antica torre di avvistamento cinquecentesca situata a Campomarino di Maruggio, sul versante orientale della provincia di Taranto.

Il Progetto Archeoplastica al Tg1 Rai del 4 aprile 2021

Il museo raccoglie alcuni oggetti rinvenuti in mare e sulle spiagge italiane risalenti ad un periodo compreso tra la fine degli anni ’50 e gli anni ’80 del Novecento.

L’esposizione di antichi rifiuti di plastica spiaggiata è il pretesto per raccontare una storia senza fine, quella della plastica, immortale, che si accumula sempre di più nei nostri mari. Il fine ultimo è quello di stimolare l’osservatore ad iniziare un cambiamento nell’uso della plastica, un materiale indistruttibile i cui tempi di degradazione sono lunghissimi.

museo archeoplastica inquinamento palloni

Che cosa è Archeoplastica?

In generale, Archeoplastica è un progetto educativo ed espositivo che invita i cittadini a prendere consapevolezza su come i propri comportamenti e gesti quotidiani possano influenzare (negativamente o positivamente) la vita del pianeta.

In effetti, le buone pratiche di sostenibilità ambientale hanno ripercussioni sulla qualità della vita umana, contribuiscono a preservare la natura e le diversità biologiche, assicurano un futuro migliore per le nuove generazioni e assicurano una maggiore stabilità economica futura.

Un museo, tanti stimoli

Entrando nel museo, tuttavia, è la sfera emotiva e psicologica del visitatore che viene inizialmente attivata. Egli, infatti, tende a stupirsi sulla resistenza del materiale plastico nel corso dei decenni oltre a ricordare, attraverso diversi oggetti di uso comune, le proprie esperienze quotidiane del passato.

Ogni oggetto è catalogato in maniera davvero precisa e completa tanto che ogni scheda descrittiva offre una interessante panoramica (forse in maniera inconsapevole, ma che personalmente ho molto apprezzato) sulla storia della pubblicità, del design, dell’industria e della produzione italiana e straniera, dei consumi e del tempo libero della seconda metà del Novecento.

museo archeoplastica inquinamento insetticida

2 commenti su “Un Museo dell’archeoplastica nel Salento”

  1. Buongiorno,
    Sono una turista vengo da Como e da due anni soggiorno a Campo Marino e volontariamente proprio a Campo Marino e a Punta Prosciutto
    raccolgo sulla spiaggia migliaia di mozziconi e plastica.veramente incivilta’. Ci dovrebbero essere dei controlli con sanzioni.
    Mettere magari sulle spiagge dei contenitori per rifiuti che vedo mancano.
    Ottima iniziativa la vostra grazie
    Ross

    1. Buongiorno. Condivido il suo sfogo per l’inciviltà della gente e di quanti si servono di una spiaggia pubblica (e, quindi, di un bene comune) scambiandola per una discarica. Conosco Campomarino per la bellezza del suo litorale ma frequento la marina di Pulsano dove – ahimè – riscontro alcuni episodi di inciviltà anche se il litorale è fornito di cestini per la raccolta differenziata all’ingresso di ogni lido. A mio parere, manca un senso civico dei cittadini, indistintamente dalla loro provenienza. Il museo dell’archeoplastica è un modo per fare luce sulla nostro impatto quotidiano verso l’ambiente circostante. Se non ci è mai stata, consiglio una visita nella prossima estate. A presto

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