La memoria non si può piegare alle parole di Roccella
Non si è fatto i conti fino in fondo con l’antisemitismo nel nostro Paese. Tutte le gite scolastiche ad Auschwitz, cosa sono state? A che cosa sono servite? Sono servite, secondo me, sono state incoraggiate e valorizzate, perché servivano a dirci che l’antisemitismo era qualcosa che riguardava un tempo ormai collocato nella storia, e collocato in una precisa area: il fascismo. Le gite ad Auschwitz secondo me sono state un modo per ripetere che l’antisemitismo era una questione fascista e basta.
Quando la memoria diventa bersaglio
Ci sono parole che non si possono accogliere con silenziosa rassegnazione. Le dichiarazioni della ministra Roccella sono sbagliate e profondamente pericolose. Perché non stiamo parlando di un’opinione qualsiasi, detta al bar da un cliente qualsiasi, ma di una vicenda che ha lasciato dietro di sé sei milioni di ebrei assassinati, insieme a oppositori politici, omosessuali, rom, sinti e persone con disabilità.
Auschwitz è un luogo di verità
Io sono sempre più sbalordito di come questa classe dirigente italiana voglia cancellare sistematicamente la storia e le vicende del Novecento per pura propaganda ideologica e politica.

Signora Ministra, Auschwitz(e gli altri campi di concentramento nazi-fascisti) sono luoghi di verità. È lì che si fa amaramente, e con le lacrime agli occhi, i conti con un fatto: la Shoah fu provocata dal nazismo e dal fascismo. Punto.
Dire oggi che l’antisemitismo non può essere «caricato» solo sulle spalle del fascismo e del nazismo significa riscrivere la memoria collettiva, smussare le responsabilità storiche e dare spazio a revisionismi che, in questo Paese, hanno già fatto troppo danno.
I treni che partirono dall’Italia – con la complicità attiva della Repubblica di Salò – non erano “dettagli” collaterali ma ingranaggi di una macchina di sterminio pensata, organizzata e messa in atto da regimi totalitari.

Antisemitismo e antisionismo
Combattere l’antisemitismo è un dovere civile, morale e politico. Dovunque esso ci sia e trovi nutrimento. Sempre.
Ma non si può confondere antisemitismo con antisionismo o con la critica al governo di Benjamin Netanyahu. Opporsi a un’azione politica o militare (come quella condotta oggi nella Striscia di Gaza) non significa essere antisemiti. Significa esercitare un diritto democratico e umano: quello di denunciare nuovi orrori.
Se permettiamo che ogni voce critica venga bollata come antisemita, non stiamo difendendo la memoria: la stiamo strumentalizzando.

La risposta di Liliana Segre
«Stento a credere alle parole della ministra. L’antisemitismo è certamente antico, ma negare il ruolo centrale del fascismo e del nazismo nello sterminio degli ebrei significa ignorare la Storia. Auschwitz è lì a ricordarcelo.La memoria della verità storica fa male solo a chi conserva scheletri negli armadi ».
Parole semplici, chiare, nette. Da chi, ad Auschwitz, è passata davvero.
La scuola continuerà ad andare nei luoghi della memoria non per “fare gite scolastiche”, ma per guardare in faccia l’orrore, riconoscerne le responsabilità e impedire che torni, in forme nuove e più subdole.