Isolati, fotografie al tempo del Covid-19

In questo tempo di isolamento forzato per evitare la diffusione del coronavirus, si è creato incosciamente un racconto visivo collettivo improvvisato e senza forme. Foto e video dei nostri giorni di quarantena hanno invaso i social network raccontando la nuova quotidianità tra le mura domestiche.

Prendendo spunto dal progetto del fotografo pugliese Dino Maglie, ogni studente della 5 A del corso serale del Liceo Artistico Renato Cottini di Torino ha prodotto una fotografia con la relativa didascalia che potesse esprimere le sue giornate di isolamento.

In tal modo, allo scatto fotografico realizzato con un comunissimo smartphone, si è associato una descrizione che stimoli una riflessione nell’osservatore avvicinandolo all’idea e alla finalità progettuale.

La fotografia come introspezione psicologica

Una buona parte dei lavori cerca di rappresentare visivamente le proprie domande interiori causate da un cambiamento radicale del modo di vivere la quotidianità: come mi sento? cosa temo? cosa mi manca? come sarà il futuro?

https://www.instagram.com/p/B-hsPddnIpa/
Alice Terracino. Introspezione continua obbligatoria

Gli spazi interni sono la proiezione dei propri sentimenti:

A volte, prevale una condizione animalesca

Alcuni evidenziano le proprie attività quotidiane

Guardare fuori per guardarsi dentro

La visione degli spazi esterni pone interrogativi:

https://www.instagram.com/p/B-olsPjHPB_/
Pasquale D’alconzo. Via Roma, Torino, marzo 2020

Tu puoi fotografare un paesaggio, ma non le idee che ho nella mente (Francis Picabia)

La fotografia come documento

Come sono cambiati gli spazi pubblici e commerciali dalle disposizioni governative per contenere la diffusione del virus?

Creare per esprimersi

Davide Geraci. Essere u-Mani, Tecnica mista su compensato. Fuliggine di legna bruciata impressa
https://www.instagram.com/p/B-kJ2u4HAdG/
Chiara Risiglione. Italia spezzata

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