In questo tempo di isolamento forzato per evitare la diffusione del coronavirus, si è creato incosciamente un racconto visivo collettivo improvvisato e senza forme. Foto e video dei nostri giorni di quarantena hanno invaso i social network raccontando la nuova quotidianità tra le mura domestiche.
In tal modo, allo scatto fotografico realizzato con un comunissimo smartphone, si è associato una descrizione che stimoli una riflessione nell’osservatore avvicinandolo all’idea e alla finalità progettuale.
La fotografia come introspezione psicologica
Una buona parte dei lavori cerca di rappresentare visivamente le proprie domande interiori causate da un cambiamento radicale del modo di vivere la quotidianità: come mi sento? cosa temo? cosa mi manca? come sarà il futuro?
Alice Terracino. Introspezione continua obbligatoria
Gli spazi interni sono la proiezione dei propri sentimenti:
A sx: Valeria Di Dio. La finestra. Un angolo di casa, della cucina, del salone, della camera da letto o del bagno, un angolo che ci raggruppa, tutti, senza distinzione, senza diversità, perché ognuno di noi, durante le lunghe giornate o le notti, che stiamo vivendo, si affaccia a guardare un mondo nuovo, diverso ma immobile, fermo. A dx: Elisa Santonocito. Il bagliore che entra dalla finestra diviene l’unica fonte che alimenta la speranza. Quando fuori tutto tace, solo la musica mi è vicina. Un foglio bianco inganna il tempo che scorre sul mio viso; svuoto la mia mente in un istante ed ogni mio pensiero lo trasformo in dolce melodia.
A volte, prevale una condizione animalesca
A sx: Sebastian Banea. Ci rendiamo conto che le piccole cose diventano grandi cose e le piccole necessità diventano grandi necessità solo quando siamo obbligati a vivere in cattività. A dx. Alessandro Carena. Come un gatto d’appartamento guardo fuori, attraverso una zanzariera ed un vetro, e mi chiedo “Quando uscirò?”
Alcuni evidenziano le proprie attività quotidiane
A sx: Marian Hancu. Mentre la fuori la natura ha la possibilità di mettersi in sesto, noi abbiamo la fortuna di avere il tempo da dedicare a noi stessi. A dx: Giulia Petrantoni. Trasformo le mancanze anche familiari in spirito di rinnovo, cambiamento e purificazione
Guardare fuori per guardarsi dentro
La visione degli spazi esterni pone interrogativi:
A sx: Vittoria D’Amico. Sconosciuti, lo siamo tutti. Ma è proprio in occasioni come queste, in situazioni critiche e sconfortanti, che bisognerebbe rendersi conto che gli sconosciuti sono solo amici che non abbiamo ancora avuto modo di conoscere. A dx: Francesco Solimeno. Quanto ancora dovremmo stare rinchiusi? Mille sguardi che da dentro seguono il susseguirsi delle stagioni e la voglia di vivere della natura. Gli umoni combattono una guerra silenziosa per la sopravvivenza mentre la forza impetuosa della natura, che più forte di ogni cosa, trova la vita in un luogo morente.
Tu puoi fotografare un paesaggio, ma non le idee che ho nella mente (Francis Picabia)
La fotografia come documento
Come sono cambiati gli spazi pubblici e commerciali dalle disposizioni governative per contenere la diffusione del virus?
A sx: Alessia Matteodda. Quiete nella desolazione. A dx: Lorenzo Selvaggi. Parco giochi pubblico chiuso
Creare per esprimersi
Davide Geraci. Essere u-Mani, Tecnica mista su compensato. Fuliggine di legna bruciata impressa