Opere di pace al concorso Mediterraneo 2025 di Grottaglie
Il 32° Concorso “Mediterraneo” di Grottaglie (13 luglio – 12 ottobre 2025) ha ospitato 71 opere finaliste da tutto il mondo, trasformando la ceramica in linguaggio di dialogo, pace e sperimentazione artistica. Al di là del mio gusto personale – che vi dirò tra poche righe – ho trovato tutte le opere di un’impressionante qualità tecnica per la modellazione del materiale principale (la ceramica, appunto) combinato con altri materiali attraverso varie procedure.
In questo mio scritto, però, mi voglio soffermare su quelle opere che evocano esplicitamente il tema della pace. Una parola che è stata invocata nei grandi scioperi a sostegno della popolazione palestinese e che sembra trovare una concretizzazione nel recente accordo per la striscia di Gaza.
Conflitti – Componimento Costruttivo 02 di Francesco Spagnulo
Francesco Spagnulo, ceramista di Grottaglie, realizza un’installazione in terracotta e acciaio intitolata Conflitti – Componimento Costruttivo 02. L’opera è composta da sette dischi di terracotta di 60 cm. di diametro, decorati con il segno-simbolo della pace (ricavato dal disegno di Gerald Holtom del 1958), e nove barre d’acciaio collegate da fili metallici.


Spagnulo spiega che l’installazione «focalizza l’attenzione sul concetto di costruzione delle condizioni di pace» e invita a trasformare ogni “conflitto” in un percorso di pace. «È diritto e dovere di tutti comporre i conflitti, senza ricorrere all’uso della violenza» aggiunge il ceramista.
Conflitti è un’opera dall’estetica primordiale e simbolica, che trae la sua forza plastica proprio dagli elementi costruttivi lasciati allo stato grezzo.
Scoppia la pace di Giovanni Cerbino
Giovanni Cerbino, anch’egli ceramista grottagliese, propone con Scoppia la pace una sorprendente rivisitazione del tema della guerra. L’opera infatti rappresenta l’esplosione di una bomba a mano: al centro si vede un ordigno rotto, ma al posto delle schegge metalliche dall’esplosione nascono e si propagano piccole colombe bianche.

Questi uccelli si dispongono in cerchio formando una giostrina giocosa dai colori tenui della bandiera arcobaleno. Insomma, Cerbino disinnesca la violenza della guerra in un simbolo di vita e speranza.
Memories di Victor Reshetnikov
Attivo da anni in contesti internazionali, il russo Victor Reshetnikov presenta Memories, una piccola scultura circolare di argille colorate dalle superfici lucide e ruvide che si intrecciano.


In realtà, con il cerchio, l’artista vuole richiamare l’immagine del mare, della sua continuità e delle vite che lo animano, comprese quelle del Mediterraneo, crocevia di culture e storie tragiche.
I colori, invece, evocano la diversità dei popoli e delle tradizioni che abitano queste terre. In tal modo, l’acqua (il blu) diventa il filo che lega le nazioni, arricchita dal calore delle regioni meridionali, dall’energia del sole (il rosso) e dalla rigogliosa vegetazione (il verde).
Il titolo, Memories, suggerisce che la memoria non è mai neutra: è fatta di ferite, di perdita, ma anche di resistenza. Si tratta di un’opera essenziale e, direi, quasi concettuale.
Marcondirondirondello di Margherita Grasselli

“Marcondirondirondello” è una parola senza un significato preciso; è una parola inventata, una sorta di “parola magica” per i bambini. È un invito a giocare nel cortile di un castello pugliese come fa Margherita Grasselli in questa sua mostra personale fuori dal concorso internazionale Mediterraneo.
Le piccole e curate sculture femminili di Grasselli raccontano scene di festa e contemplazione, bambine che interagiscono con gli spazi esterni, con le colombe, i gelati caduti, i gioielli indossati in diverse posizioni, rilassate e libere.


Ogni bambina diventa così un frammento di memoria collettiva, un invito a riscoprire il diritto al gioco sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia.
Per me, quindi, risuona forte la contrapposizione tra l’opera di Grasselli e l’infanzia violata a Gaza perché ricorda che il diritto al gioco e alla serenità è universale e che i bambini dovrebbero crescere liberi da paure e guerre.

