Arte queer: Felix Gonzalez-Torres

L’artista cubano Félix González-Torres (1957-1996) può essere considerato un esponente dell’arte queer mondiale per la particolare vicenda personale che lo lega al suo compagno, Ross Laycock, morto di Aids nel 1991.

Che cosa è l’Aids?

L’Aids è una malattia del sistema immunitario causata dall’HIV, il virus dell’immunodeficienza umana che distrugge un tipo di globuli bianchi responsabili della risposta immunitaria dell’organismo. L’Aids è stata riconosciuta per la prima volta nel giugno del 1981 e, da allora, ha causato 32 milioni di morti nel mondo.

Il lutto collettivo della comunità queer

A partire dagli anni Ottanta, la scoperta del virus e la sua iniziale diffusione tra gli omosessuali maschi statunitensi causano una rinnovata medicalizzazione e una brutalità e violenza omobitransfobica nei confronti della comunità LGBT+.

A torto, l’omosessualità viene considerata come un fattore di rischio, una sorta di “punizione della natura” nei confronti di comportamenti sessuali e sociali che si discostano dalle norme eterosessuali monogamiche.

Il letto di Gonzalez-Torres

Arte queer: Felix Gonzalez-Torres
Untitled (Billboard of an Empty Bed), 1991 [©The Felix Gonzales Torres Foundation New York]

In questo contesto luttuoso, si inserisce un grande manifesto di Gonzàlez-Torres (Untitled, 1991) nel quale è fotografato un letto disfatto con l’impronta di due teste lasciata sui cuscini.

Si tratta della rappresentazione di un’affettività in cui chiunque può riconoscersi a prescindere dagli orientamenti sessuali ed è, allo stesso tempo, una riflessione universale sull’assenza perché perdere un amico, un amante o un compagno di vita è un dolore in cui tutti possiamo riconoscerci.

L’immagine, intima e domestica, creava una forte opposizione con i grandi manifesti pubblicitari di New York perché sfida in uno spazio pubblico le norme sociali capitaliste e porta alla luce temi facenti parte di una rete di condizioni sociali, politiche e storiche interconnesse tra loro come la morte, la malattia, il dolore e l’isolamento.

Minimalismo quotidiano in Gonzales-Torres

Felix Gonzales Torres intende condividere la sua storia lacerante esplorando il confine tra spazio pubblico e vita privata attraverso oggetti di uso comune. Due orologi perfettamente sincronizzati sono la metafora dell’amore. Così come due specchi e due tende mosse dal vento. O due lampadine accese con i fili intrecciati.

L’amore ti dà una ragione di vita, ma è anche un motivo di panico, si ha sempre paura di perdere quell’amore

Felix Gonzalez-Torres, morto a 39 anni per Aids

Le caramelle di Gonzales-Torres

La sua installazione più famosa è un cumulo di caramelle colorate, ammucchiate in un angolo, che tutti possono prendere liberamente per mangiarle o portarle a casa. Si tratta di un’opera effimera che tende a scomparire così come accadde per il suo compagno Ross, consumato giorno per giorno dalla malattia.

Arte queer Felix Gonzalez-Torres caramelle

A tal proposito, nelle varie installazioni proposte in giro per il mondo, Gonzales-Torres decide che il cumulo di caramelle dovesse avere sempre un peso iniziale di 80 chili. Lo stesso peso del suo compagno Laycock al momento della diagnosi di Aids.

Con l’intervento dei visitatori, nel corso della giornata, le caramelle diminuiscono in un processo identico a quello a cui era sottoposto Ross, consumato dall’Aids. A fine giornata, tuttavia, il mucchio veniva reintegrato per tornare a pesare 80 chili.

In tal modo, l’arte consente a Gonzales-Torres di tornare indietro nel tempo, facendo rivivere idealmente il suo amato compagno. Al contrario di quello che, purtroppo, non può accadere nella realtà.

Lascia un commento