Anche le statue muoiono

Anche le statue muoiono – conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo è una mostra diffusa dislocata in quattro istituzioni culturali di Torino: il Museo Egizio, i Musei Reali, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi della città.

Lo scopo della mostra

Al visitatore, si propone una riflessione sulla distruzione e sulla perdita del patrimonio artistico che ha interessato le aree di conflitto nel vicino Oriente e del nord dell’Africa, travolte da proteste e agitazioni popolari a partire dalla fine del 2010 e note con il nome di Primavera araba.

LA LISTA di tutti i siti archeologici, le moschee e i santuari distrutti dall’Isis 

anche-le-stautue-muoiono
Crimini commessi dall’Isis nei più importanti siti archeologici iracheni (fonte: Lettera43)

Nella riflessione, rientra anche il ruolo attuale dei musei, come luogo di tutela e conservazione di un patrimonio che appartiene all’umanità e che, altrimenti, sarebbe oggetto di distruzione e oblio.

Il percorso alla Fondazione Sandretto

In linea con la propria missione culturale, la Fondazione Sandretto offre un dialogo tra storia e contemporaneità indagando, con opere di artisti attuali, i temi del museo, dell’archeologia, del colonianismo, dell’identità nazionale e delle relazioni tra culture.

A mio parere, spiccano, su tutte, tre opere in mostra.

Arab Spring di Kader Attia (2014)

L’artista franco-algerino presenta 16 teche museali vuote, distrutte da pietre e mattoni che ricordano un episodio avvenuto durante le rivolte popolari in Egitto del 2011 in cui si trafugarono alcuni reperti. Si tratta di uno spettacolo desolante, indice di uno scettismo verso le proteste della Primavera araba, che, in più occasioni, hanno causato la presa di potere da parte di vertici militari e l’acuirsi dell’estremismo islamico.

The battle of Alexander di Simon Wachsmuth (2007)

anche-le-stautue-muoiono

L’opera ripropone attraverso 30 mila magneti disposti su un pannello metallico il celebre affresco della Battaglia di Isso, che documenta la vittoria di Alessandro Magno sui Persiani (l’originale proviene dalla Casa del Fauno di Pompei ed ora è esposto nel Museo archeologico di Napoli.) Ogni magnete è potenzialmente mobile e ogni piccolo spostamento potrebbe alterare il significato del documento storico causando una diversa interpretazione della battaglia. Il tedesco Wachsmuth, dunque, pone il problema delle modalità in cui vengono proposti i fatti storici (dal punto di vista dei vinti o dei vincitori?) e delle conseguenze che tali scelte generano.

9/12 Front Page di Hans-Peter Feldmann

L’installazione dell’artista tedesco consiste nell’esposizione della prima pagina di 150 quotidiani internazionali stampati il giorno dopo l’attentato alle Torri gemelle di New York, l’11 settembre 2001. Quella data cambiò, per sempre, la storia, generò una guerra da cui scaturirono altre guerre. Nella visione complessiva di quelle pagine di giornale, al di là della cronaca e della conta dei morti, già si evince l’immediata consapevolezza dello stravolgimento delle gerarchie politiche, sociali ed economiche mondiali.

anche-le-stautue-muoiono

Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo

Torino, Museo Egizio; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; Musei Reali

Dal 9/03 al 9/09/2018

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *