A spasso per Ravenna. 6 consigli “ad arte”

Ho visitato Ravenna in mezza giornata, una città patrimonio mondiale dell’Unesco. Ho scelto l’itinerario più veloce ed economico proposto dall’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna, ovvero la visita a pagamento del Mausoleo di Galla Placidia, delle chiese di San Vitale e di Sant’Apollinare Nuovo, del Battistero Neoniano e del Museo Arcivescovile.

Ravenna è la città del mosaico ed è stata riconosciuta Patrimonio Mondiale dall’Unesco. La visita dei cinque monumenti permette di attraversare un secolo e mezzo di storia

  • partendo dall’imperatore Onorio (402) che trasforma la città sotto il profilo urbanistico perché diventi capitale dell’Impero romano d’Occidente
  • passando per l’età ostrogota del re barbarico Teodorico (493-526) in cui si impone l’arianesimo, un movimento religioso che nega la natura divina di Cristo
  • fino all’età di Giustiniano che conquista la città strappandola al dominio dei barbari e ne fa la capitale dell’esercato italiano (554), ovvero di una provincia posta sotto la giurisdizione di un amministratore di alto grado dipendente da Costantinopoli.

Ecco 6 piccoli suggerimenti che mi frullano per la testa dopo aver visitato la città.

L’apparenza inganna / 1

A Ravenna, l’apparenza inganna. I principali edifici storici appaiono semplici all’esterno. Sono rivestiti da mattoni di color rosso-marrone e ritmati da pochi elementi architettonici. Alla sobrietà esterna, però, corrisponde una ricchezza interna sorprendente dovuta ai rivestimenti a mosaico delle pareti e dei pavimenti. È l’allegoria del buon cristiano: la ricchezza spirituale non va ostentata e la semplicità è una virtù cristiana.

Il Mausoleo di Galla Placidia / 2

Iniziate la visita dal Mausoleo. È l’edificio più antico, realizzato tra il 425 e il 450 e ha una funzione funeraria, come testimonia la pigna posta sul tetto e i tre sarcofagi collocati all’interno. Lo spazio è piccolo e i mosaici sono ben visibili. Socchiudete le porte di ingresso, solo così, nella semioscurità, vi renderete conto dell’effetto della luce che filtra dalle finestre di alabastro e che colpiscono le migliaia di tessere del soffitto.

Attenzione all’entrata / 3

La Basilica di San Vitale dispone di due accessi. Da uno, sarete quasi obbligati a dirigervi verso il presbiterio, il cuore della decorazione bizantina dell’edificio.

Dall’altro accesso, invece, percorrerete il deambulatorio circolare, scoprendo, passo dopo passo, lo spazio sacro e le fantasie ornamentali del pavimento.

Simbologia nel Battistero / 4

L’impianto del Battistero Neoniano conferma la valenza simbolica del numero otto (la pianta è ottagonale) e delle forme geometriche (il cerchio) per gli edifici dedicati al rito battesimale cristiano. La decorazione musiva della cupola, poi, prevede la personificazione del fiume Giordano nella scena del Battesimo di Cristo e l’etimasìa, il trono vuoto che Cristo occuperà il giorno del Giudizio universale.

A Sant’Apollinare serve un binocolo / 5

Occorre proprio un bel binocolo per osservare i mosaici parietali della navata centrale della chiesa di Sant’Apollinare Nuovo! A differenza del mausoleo, qui le altezze sono considerevoli anche perchè il sistema della trabeazione prevede la presenza di un pulvino che slancia l’intera struttura. La processione dei santi martiri e delle sante vergini, infatti, meritano una visione più attenta poiché la ripetitività dei gesti e delle pose è solo apparente.

Nella rappresentazione del palazzo di Teodorico, in prospettiva ribaltata, si nascondono delle mani tra le aperture delle tende: è ciò che rimane dell’eleminazione delle precedenti figure di rappresentanti della corte e del clero di fede ariana.

Ravenna arte Medioevo Unesco

Al di là dei particolari, questi mosaici rappresentano l‘esempio migliore dell’arte bizantina in Italia: la tendenza all’astrattismo, al decorativismo, alla bidimensionalità e soprannaturalità delle figure.

Due pezzi da Museo / 6

Il Museo Arcivescovile è piccolo e ben strutturato. Da non perdere: la cattedra di avorio del vescovo Massimiano (VI sec.) e una lastra marmorea scolpita raffigurante il calendario liturgico pasquale per gli anni 532-626 .

Ravenna arte Medioevo Unesco

3 commenti su “A spasso per Ravenna. 6 consigli “ad arte””

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